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Draghi: “L’età pensionabile è da innalzare”
“Per assicurare prestazioni di importo adeguato ad un numero crescente di pensionati è indispensabile un aumento significativo dell’età media effettiva di pensionamento”. La sollecitazione a una riforma previdenziale che preveda un innalzamento dell’età pensionabile è del governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. “Tale aumento - ha spiegato - potrà contribuire, se accompagnato da azioni che consentano di rendere più flessibili orari e salari di lavoratori più anziani, a elevare il tasso di attività e a sostenere la crescita potenziale dell’economia”. Il governatore della Banca d’Italia ha sottolineato che “l’aumento dell’età di pensionamento è ostacolata dal fatto che molti lavoratori sovrastimano la generosità delle attuali regole pensionistiche. Nello scegliere quando andare in pensione inoltre - ha aggiunto - tendono a confrontare le prima pensione con l’ultimo stipendio senza tener conto che negli ultimi anni di pensionamento tale rapporto andrà riducendosi, poiché i trattamenti sono indicizzati solo ai prezzi e non ai salari”.
Per questo secondo il governatore di Bankitalia “sarebbero utili una migliore informazione ed eventualmente una revisione dei criteri di indicizzazione, in cui l’introduzione di un collegamento alla dinamica delle retribuzioni fosse compensato da una riduzione dei coefficienti di calcolo della prima rata di pensione”. “Compatibilmente con l’equilibrio dei conti pubblici si può anche valutare - ha proseguito - lo spostamento verso la previdenza complementare su base volontaria, di una quota limitata della contribuzione destinata alla previdenza pubblica, che è pari a 33 punti percentuali del salario, il valore di gran lunga più alto tra i maggiori paesi europei”. L’attuale crisi rende urgente riformare il sistema degli ammortizzatori sociali, ha poi osservato Draghi. “Nell’anno in corso sono dovunque cresciute le risorse pubbliche destinate al sostengo del reddito di coloro che hanno perso il lavoro - ha sottolineato - anche in Italia lo sforzo è stato grande. Superata la fase di emergenza resta la necessità di adeguare il nostro sistema di ammortizzatori sociali ad un mercato del lavoro divenuto più flessibile: ne sarebbe favorita la mobilità del lavoro, l’accresciuta efficienza produttiva, rafforzata la tutela dei lavoratori, aumentata l’equità sociale”.
Sull’aumento dell’età pensionabile immediata la replica del titolare del Welfare, Maurizio Sacconi. Il provvedimento sul sistema previdenziale che lega l’età pensionabile alle aspettative di vita “è più che sufficiente, tanto più che si combina con quanto previsto dai governi Dini e Prodi sulla caratura delle pensioni”. “La nostra riforma - sottolinea il ministro - contenuta nel decreto anticrisi non può essere sottovalutata per il fatto che non ha determinato forme di mobilitazione sociale”. Insomma, per Sacconi le riforme fatte finora “bastano”.
Per Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, invece si potrebbe fare di più. “La nostra posizione sulle pensioni è nota - spiega - penso che si possa fare di più”. “E’ vero che come dice il ministro Sacconi con il decreto anticrisi sono stati fatti ulteriori adeguamenti, che entreranno in funzione nel 2015 con una sorta di meccanismo di stabilizzazione”, ha aggiunto. “Si dovrà riflettere se far entrare in funzione prima questo meccanismo - ha osservato - ma qualche passo in avanti è stato fatto”.
Da parte sua il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua assicura: “Ad oggi il sistema pensionistico tiene”. “Di fatto - evidenzia - già nel decreto anticrisi esiste la norma che adegua l'età pensionabile all’aspettativa di vita a decorrere dal 2015. Ora va verificato l'impatto della norma sui conti da parte degli uffici della Ragioneria con il supporto dell’Inps”. In ogni caso, “oggi con la riforma Dini che va a regime piano piano e con questa norma il sistema tiene” ed infatti “i conti dell’Inps lo dimostrano”.
13/10/2009
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