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Marche: sostegno per sacerdoti anziani non autosufficienti

Sostegno e assistenza ai sacerdoti anziani non autosufficienti. A prevederlo un accordo sottoscritto dal presidente della regione Marche, Gian Mario Spacca, e dal presidente della Conferenza Episcopale Marchigiana, monsignor Luigi Conti. Nelle Marche i sacerdoti sono circa 1.200 e circa 140 per ora saranno coinvolti nel progetto. Alle Marche, inoltre, appartiene il record di anzianità dei sacerdoti diocesani, con un età media pari a 64,2 anni, contro i 60 del dato nazionale. In tutta Italia, il 10% dei circa 38.000 sacerdoti diocesani, per motivi di età o di salute, non può più esercitare il ministero attivo e necessita di assistenza.

“Tutti i nostri anziani - ha dichiarato il presidente Spacca - meritano di essere ripagati per il grande contributo che hanno offerto alla crescita della nostra regione: nessuno, quindi, può essere lasciato solo. Contrastare la non autosufficienza è impegno prioritario che il governo regionale sostiene con interventi specifici e diffusi nel territorio. Nel percorso di potenziamento e qualificazione dell’assistenza residenziale e domiciliare della regione, si inserisce anche questo progetto sperimentale condiviso con la Cem: esso offre risposte appropriate a una particolare categoria di non autosufficienti, quali i sacerdoti anziani, promuovendo e garantendo l’assistenza nelle stesse comunità dove sono vissuti, salvaguardando così i legami costruiti nel tempo”.

“I sacerdoti anziani delle nostre diocesi marchigiane - ha affermato monsignor Luigi Conti - appartengono a una generazione connotata di grande generosità e dedizione. Sono portatori di memoria e, pertanto, di speranza per la trasmissione delle fede e dei valori che ne derivano per le nuove generazioni. Hanno speso e, finché possono, continuano a spendere la loro vita per il Popolo di Dio loro affidato. Sono lavoratori infaticabili che non vanno ‘in pensione’ se non quando diventano inabili. Solo in questo caso hanno la grave necessità di fermarsi, di essere assistiti, di ricevere a loro volta qualcosa di quanto hanno dato. Chiedono solo di non essere sradicati dalle loro comunità”.

“Ecco allora il progetto sperimentale - ha proseguito monsignor Luigi Conti - pienamente condiviso con la regione Marche, che si è manifestata davvero attenta alla qualità della vita di una particolare categoria di persone. Anche ai sacerdoti si vuol consentire non solo di aggiungere ‘anni alla vita’ ma, soprattutto, ‘vita agli anni’. L’accordo che oggi sottoscriviamo corrisponde non solo alle attese di molti sacerdoti ma anche delle comunità di appartenenza sparse nel territorio della nostra regione. Queste sentono il bisogno di fare strada insieme a loro, di accompagnarli verso la fine naturale della vita e di fruire del ministero che essi esercitano anche ‘nel silenzio della disabilità”.

“E’ la prima volta in Italia che viene sottoscritto un accordo del genere”, ha sottolineato il presidente del Comitato di indirizzo Inrca, Don Vinicio Albanesi. “Non è un caso - ha detto - che questa idea sia nata proprio nelle Marche. Il provvedimento scaturisce dal nostro equilibrio di terra dialogante che ha sempre vissuto le differenze tra clericali e anticlericali nel reciproco rispetto. Il prete marchigiano è il prete del popolo difeso da tutti e contro tutti. C’è un forte radicamento di queste figure nella comunità e l’accordo rientra in un percorso già tracciato negli anni”.

“E’ un gesto di sensibilità e solidarietà doveroso - ha commentato l’assessore alla Salute, Almerino Mezzolani - nei confronti di chi ha costantemente contribuito alla costruzione della coesione sociale nella regione. I sacerdoti sono dei punti di riferimento essenziali per le nostre comunità e con questo atto potremo accompagnarli nella vecchiaia senza sradicarli dal contesto in cui hanno trascorso la loro vita. Come per tutto il piano sanitario regionale, anche in questo caso è fondamentale la centralità della persona”.

Il direttore dell’Inrca, Antonio Aprile, ha spiegato i risvolti tecnici del progetto sperimentale, che si articolerà attraverso l’erogazione di servizi in strutture diocesane con posti letto assimilati a residenze protette e l’assistenza domiciliare integrata. La proposta sperimentale è propedeutica all’inserimento dell’assistenza ai sacerdoti anziani all’interno dell’ordinario sistema regionale dell’offerta socio-sanitaria e socio-assistenziale gestito dall’Ambito sociale e dal distretto sanitario.

In particolare, all’interno di Seminari, Case del clero e altre strutture residenziali di accoglienza che abbiano le caratteristiche previste per l’autorizzazione delle case di riposo, si identificano nuclei di posti letto che vengono sperimentalmente utilizzati come moduli di residenze protette per i sacerdoti anziani presenti. Sono previste, poi, forme di assistenza domiciliare integrata e servizio assistenza domiciliare realizzate nella comunità di appartenenza del sacerdote. Inoltre, sarà possibile sperimentare l’‘assegno di cura socio-assistenziale.

Il governo regionale per tale progetto ha previsto uno stanziamento complessivo di 600.000 euro. Quale soggetto gestore e referente istituzionale per l’attuazione degli interventi previsti nell’accordo viene individuato l’Inrca, per la sua specifica competenza nell’area geriatrica e per la sua funzione di polo nazionale per le problematiche dell’invecchiamento. E’ previsto, inoltre, un Comitato regionale di indirizzo e coordinamento, con compiti di monitoraggio e valutazione dei progetto tramite un sistema di indicatori. Infine, in ogni diocesi viene costituito un Gruppo di progettazione diocesano, con il compito di predisporre i singoli interventi assistenziali in base al fabbisogno rilevato.


03/09/2009
 
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