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La provincia di Bolzano in soccorso delle imprese in crisi

La provincia di Bolzano ha riformulato la definizione Ue relativa alle imprese in difficoltà a causa della crisi e ha meglio precisato i parametri per accedere alle misure economiche straordinarie nei casi di problemi di liquidità. Approvata quindi dalla giunta la specifica delibera presentata dall'assessore provinciale all’Industria Thomas Widmann: secondo la nuova definizione, dei fondi possono beneficiarne aziende in fabbisogno di liquidità che negli ultimi sei mesi abbiano fatto registrare un calo del volume di affari o una contrazione delle commesse di almeno il 30%.

Sono considerate aziende in crisi economica anche quelle che intraprendono un piano di risanamento finanziario e quelle che registrano un peggioramento delle condizioni di accesso al credito, con la conseguenza di una riduzione o di una revoca dei crediti in corso. Sono inoltre considerate in crisi anche le aziende che negli ultimi sei mesi hanno registrato un aumento del 10% delle esposizioni finanziarie a causa dei ritardati pagamenti dei clienti.

Un'ulteriore novità è data dall'aumento da cinque a dieci anni della durata del mutuo contro l'indebitamento: "Il mutuo, per il quale si fa ricorso al fondo di rotazione, offre alle aziende in crisi la possibilità di assumere un prestito di un milione di euro per un massimo di dieci anni", spiega l'assessore. I settori che beneficiano degli incentivi economici straordinari sono l'artigianato, l'industria, il commercio, i servizi. Gli imprenditori interessati devono confermare tramite autocertificazione che in data 1° luglio 2008 non si trovavano in situazione di difficoltà secondo la definizione Ue. "Vogliamo aiutare il più possibile le aziende in crisi di liquidità ad ottenere un accesso facilitato al credito - sottolinea l'assessore Widmann - e quindi abbiamo riformulato la definizione originaria di azienda in difficoltà".

Sulla base degli approfondimenti a livello comunitario e delle perizie di alcuni economisti locali, si è deciso di interpretare in maniera meno restrittiva la definizione di Bruxelles e di adeguarla alla realtá altoatesina. "In tal modo si ampliano per le aziende le possibilità di beneficiare delle misure economiche varate dalla Provincia per rilanciare il settore", conclude Widmann.


01/07/2009
 
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