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Istat, retribuzioni + 3% su anno, invariate sul mese
A maggio le retribuzioni contrattuali orarie hanno presentato una variazione nulla rispetto al mese precedente e un incremento del 3% rispetto a maggio 2008. Lo comunica l’Istat. Inoltre, l’aumento registrato nel periodo gennaio-maggio 2009, in confronto al corrispondente periodo dell’anno precedente, è del 3,6 per cento. La mancanza di variazione dell’indice delle retribuzioni orarie contrattuali relativo all’intera economia a maggio, su base mensile, spiega l’Istat, si deve alla limitata incidenza delle applicazioni contrattuali registrate. Nel mese di maggio, a fronte di una variazione tendenziale media di + 3% per cento, gli incrementi più elevati, si osservano per edilizia (6,7 per cento), acqua e servizi di smaltimenti rifiuti (6,5 per cento), commercio e tessili, abbigliamento e lavorazioni pelli (per entrambi gli aggregati 4,9 per cento) e legno, carta e stampa (4,5 per cento).
Gli incrementi minori riguardano invece trasporti, servizi postali e attività connesse (0,8 per cento), estrazione di minerali (0,5 per cento), militari-difesa e forze dell'ordine (per entrambi 0,3 per cento). La variazione risulta nulla per i contratti: energia e petroli, regioni e autonomie locali e servizio sanitario nazionale. Relativamente all'insieme dei contratti monitorati dall’indagine nel mese di maggio sono stati rinnovati due contratti, giornalisti e ricerca, mentre nessuno è scaduto. Conseguentemente, alla fine di maggio sono in vigore 60 accordi che regolano il trattamento economico di circa 10,7 milioni di dipendenti; a essi corrisponde un’incidenza in termini di monte retributivo pari al 79,9 per cento.
Per contro, ne risultano in attesa di rinnovo 18 che coinvolgono circa 2,4 milioni di dipendenti e corrispondono al 20,1 per cento del monte retributivo totale. Nel periodo gennaio-marzo 2009, rileva l’Istat, il numero delle ore non lavorate per conflitti (originati dal rapporto di lavoro) è stato di 491 mila (il 79,4 per cento in meno rispetto al valore corrispondente dell’anno 2008).
Tra le motivazioni, quella denominata altre cause, residuale rispetto alle sei motivazioni codificate, presenta l’incidenza maggiore (30,3 per cento), mentre il 28,1 per cento delle ore non lavorate per conflitti è da imputare alla motivazione licenziamento e sospensione dei dipendenti.
26/06/2009
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