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Sartori (Inail), più sinergia con il territorio
Ripensare l’attività complessiva dell’Istituto, razionalizzare e migliorare la struttura, capillarizzare la presenza Inail sul territorio, attivare adeguati strumenti finanziari, collaborare maggiormente con istituzioni (province e regioni), associazioni di categoria, sindacati e tutti coloro che interagiscono quotidianamente con il mondo produttivo. Sono questi i punti nevralgici che stanno alla base del piano industriale che l’Inail sta completando, in collaborazione con governo e parti sociali, ricordati dal presidente commissario dell’Inail, Marco Fabio Sartori, in occasione della presentazione del Rapporto annuale dell’Istituto.
Il documento, ha spiegato Sartori, si propone di realizzare integralmente la ‘tutela globale’ del lavoratore (più volte richiamata a livello normativo, ma ad oggi non pienamente realizzata) attraverso il miglioramento delle prestazioni e un più elevato standard qualitativo dei servizi offerti nelle quattro aree strategiche della prevenzione, della cura, della riabilitazione e del reinserimento lavorativo. Mosso da una forte logica di tipo collaborativo con il sistema delle imprese, l’Istituto individuerà percorsi condivisi in materia di prevenzione e sicurezza finalizzati a contrastare molto più efficacemente il fenomeno infortunistico e tecnopatico nelle aziende a rischio più elevato.
Al fine di realizzare concretamente questi obiettivi ambiziosi e di garantire sensibili risparmi di spesa per l’intero sistema economico, il Piano industriale sollecita una strategia di razionalizzazione delle prestazioni sanitarie a carico del sistema assicurativo Inail e del Servizio sanitario e una definizione puntuale, in collaborazione con le regioni, delle competenze di ogni soggetto. Per il presidente commissario Inail, Marco Fabio Sartori, esistono alcuni importanti fattori di criticità sui quali intervenire. Al 31 dicembre 2008 il patrimonio dell'Istituto (esclusi gli immobili strumentali) ammonta complessivamente a 16 miliardi di euro, di cui 14,7 mld depositati in tesoreria a tasso 0% e 1,3 mld come immobili a reddito, con un trend di crescita del volume nel triennio pari al 14,4% interamente a carico della liquidità.
Il rendimento netto medio complessivo risulta contenuto allo 0,8%: il rendimento del patrimonio mobiliare - che rappresenta il 90% dell'intero patrimonio - è circa lo 0,6%, mentre quello della componente immobiliare e' del 3,2% circa. Si tratta dei risultati di misure di finanza pubblica che hanno inciso profondamente sull'autonomia decisionale dell'ente, condizionandone pesantemente le politiche patrimoniali con riflessi negativi sulla redditività ‘effettiva’ degli investimenti, la progressiva erosione dei capitali di copertura e il conseguente affievolirsi della garanzia di pagamento delle rendite. Limiti che oggi, secondo Sartori, rendono necessaria l’adozione di strumenti che consentano all’Istituto un apprezzabile ritorno sia sul piano economico, sia sul piano delle finalità istituzionali: a partire dalla rimozione dell’obbligo del deposito infruttifero in Tesoreria o dal riconoscimento di un’adeguata remunerazione delle somme depositate in Tesoreria.
Pur con i limiti derivanti dal quadro normativo vigente, l’Inail di recente ha avviato la costituzione di un Fondo immobiliare chiuso cui conferire, a termini di legge, il 7% delle disponibilità liquide pari, per il 2008, a 822 milioni di euro: un’operazione che consentirà di aumentare la redditività del patrimonio immobiliare non strumentale già disponibile e di finanziare iniziative di investimento, ricostruzione e riparazione di immobili (primi fra tutti quelli localizzati nei territori colpiti dai recenti eventi sismici in Abruzzo, come previsto dall'apposito decreto legge n. 39/2009).
Il tutto, ha precisato il presidente commissario Inail, Marco Fabio Sartori, a garanzia dell'integrita' delle rendite degli assicurati. E, ricordando che da un punto di vista strettamente organizzativo l’Inail è chiamato svolgere compiti sempre più ampi e specialistici in tema di prevenzione e riabilitazione con personale via via più ridotto, Sartori ha detto che l'ottimale gestione delle risorse umane rappresenterà un obiettivo strategico fondamentale. Intenzione dell'Istituto, pertanto, è muoversi sulla scia del riassetto ad oggi perseguito, in linea con le recenti misure legislative, e che ha portato da 11.500 dipendenti in forza nel 2005 agli attuali 10.178 (un totale che vede la presenza di soli 26 dirigenti generali e 201 dirigenti di seconda fascia: livelli assolutamente virtuosi e paragonabili alle più efficienti aziende del settore privato).
Tutto ciò ha avuto come presupposto un forte investimento tecnologico e informatico: per dare un’idea, nel 2008, su un totale di 7 milioni e 300 mila documenti, oltre 4 milioni e 400mila sono stati trattati con modalitàtelematica (più del 60 %, con un incremento del 33% rispetto all'anno precedente) e le aziende hanno preferito sempre il canale telematico per il 57% delle loro iscrizioni e il 50% delle cessazioni (con un incremento medio del 15% rispetto all’anno precedente).
24/06/2009
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