AdnkronosLabitalia
 
   
   
 
         
 
 
Sacconi, segnali incoraggianti dal 2008 sotto la media europea

“Per la prima volta dal dopoguerra il numero delle morti sul lavoro scende sotto i 1.200. E’ un segnale incoraggiante, significativamente sotto la media europea”. Lo ha sottolineato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, intervenendo alla presentazione del Rapporto annuale dell’Inail. Il ministro ha rimarcato: “non possiamo tuttavia ritenerci soddisfatti. L’obiettivo fissato resta quello di ridurre del 25% gli infortuni sul lavoro entro il 2012 e questo - ha osservato - richiede uno sforzo straordinario. Per questo è necessario rilanciare una cultura della sicurezza che veda nella prevenzione il fattore dominante”.

“La vera battaglia per ambienti di lavoro più sicuri e decenti - ha spiegato - passa inevitabilmente dalla porta della modernizzazione dei contesti organizzativi e dei modelli gestionali del lavoro. Là dove vincoli puramente formali e norme inesigibili, non in linea con i radicali cambiamenti intervenuti negli ambienti di lavoro, spingono nella direzione degli abusi e della improvvisazione che sono alcune delle principali cause delle tante tragedie sul lavoro. La centralità della persona, che anima la visione del Libro Bianco sul futuro del nostro modello sociale, non può che indirizzarci verso il perseguimento dei tre diritti fondamentali che devono essere garantiti a ogni persona che lavora, indipendentemente da formalismi e qualificazioni giuridiche. Tra questi, innanzi tutto, il diritto ad operare in ambienti di lavoro sicuri che costituisce l’indispensabile premessa al diritto a un compenso equo, in quanto idoneo a garantire una esistenza libera e dignitosa, e al diritto all’incremento delle conoscenze e delle competenze lungo tutto l’arco della vita, quale vera garanzia di sicurezza e qualità della occupazione”.

“Fondamentale - ha chiarito Sacconi - è la collaborazione tra le parti sociali nelle aziende e nei territori ove le imprese sono diffuse, nel presupposto che il loro incontro dia luogo a soluzioni concretamente utili, ben oltre la semplice prescrizione formale di legge, come nel caso della qualità delle attività di formazione e informazione. E’ per questa ragione che ho ritenuto non solo utile, ma anche doveroso coltivare la delega concessa al Governo per perfezionare il Testo Unico della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro approvato nel corso della passata legislatura in funzione di una maggiore attenzione ai profili sostanziali e prevenzionali che ritengo decisivi in una prospettiva di intervento che ponga la persona al centro dell’intervento normativo”.

“Un primo obiettivo del decreto - ha ricordato il ministro - è quello di correggere errori materiali e tecnici presenti nella attuale disciplina approvata, come noto, a Camere oramai sciolte e in tutta fretta. Un secondo obiettivo è quello di superare le difficoltà operative, le criticità e le lacune evidenziate dai primi mesi di applicazione della nuova disciplina. L’attuale disciplina, per fare un esempio, equipara il volontario a un vero e proprio lavoratore subordinato, con ciò penalizzando le associazioni di volontariato che rappresentano una delle manifestazioni più vitali della nostra società. La principale finalità delle misure varate dal Governo resta tuttavia quella di rendere maggiormente effettiva la disciplina di tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, responsabilizzando tutti gli attori della sicurezza. Per il ministro è fondamentale anche il contributo delle parti sociali che possono fornire un supporto strategico per innovazioni normative decisive, come è stata in passato l’introduzione del documento unico di regolarità contributiva in funzione di contrasto di forme di lavoro nero e irregolare.

“In questa prospettiva - ha detto - stiamo valutando con attenzione la proposta, proveniente dal settore edile, di uno strumento che consenta la continua verifica della idoneità delle imprese e dei lavoratori autonomi, valutata sulla base delle violazioni alle disposizioni di legge e con riferimento ai provvedimenti impartiti dagli organi di vigilanza. Tale strumento, che è una sorta di ‘patente a punti’, opera per mezzo della attribuzione alle imprese e ai lavoratori autonomi di un punteggio iniziale che misuri tale idoneità, soggetto a decurtazione a seguito di accertate violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il venir meno del punteggio, per la ripetizione di violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, potrà determinare l’impossibilità per l’impresa o per il lavoratore autonomo di svolgere attività nel settore dei cantieri edili”. L’intervento del Ministero presterà una particolare attenzione allo svolgimento della attività di vigilanza nei settori di competenza, attivando ogni possibile sinergia con soggetti pubblici e privati.

“Per la realizzazione degli obiettivi esposti - ha concluso Sacconi - appare essenziale la migliore integrazione degli enti esperti – Inail e Ispesl - che, al di là degli assetti istituzionali, devono realizzare sinergie tali da ampliare la capacità di servizio al sistema produttivo. Allo stesso tempo la collaborazione con le parti sociali e con l’Anmil sarà garanzia di azioni ancor più mirate nei diversi ambiti produttivi e nei segmenti sociali più esposti”.


24/06/2009
 
 Roma, il 30 novembre seminario su formazione e sicurezza lavoro
 Firenze, il 30 novembre presentazione banca dati talenti
 Bari, il 30 novembre presentazione due giorni su federalismo e istruzione
 Roma, il 30 novembre tavolo in regione su emergenza Ispra
 Cnel, contrasti politica non frenino piano per il Sud

La Consulta auspica interventi immediati in funzione anticiclica e misure di più ampio respiro, con valenza strutturale rivolte allo sviluppo del Paese “a partire proprio dal potenziale di crescita di cui il Mezzogiorno dispone”....

Certificazione Iso 9001:2000
 
  Ministero del Lavoro
 
  sito metropolisinfo.it