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I consulenti diventano intermediari riconosciuti tra domanda e offerta
I consulenti del lavoro, grazie anche al decreto legislativo 276 del 2003, sono diventati intermediari riconosciuti tra la domanda e l’offerta di lavoro. Così si sta trasformando l’attività della categoria, che integrerà accanto alle prestazioni più tradizionali e antiche, un nuovo ruolo, quello di consulenti nell’ambito della gestione delle risorse umane. A tracciare il nuovo quadro di attività, in un articolo pubblicato oggi sul quotidiano ‘Italia Oggi’, è il presidente della Fondazione consulenti del lavoro, Mauro Capitanio.
“Attraverso un portale dedicato, fruibile anche da aziende e candidati - spiega Capitanio - un network di oltre 1.500 professionisti preparati e specializzati, presenti in tutte le province d’Italia, è finalmente in grado di intermediare e formare i profili professionali di cui le aziende di tutti i settori produttivi necessitano”. La gamma dei servizi offerti dalla Fondazione sarà ulteriormente ampliata affiancando alla ricerca e selezione la formazione e la riqualificazione dei soggetti disponibili sul mercato del lavoro. Se a ciò si aggiungono le abilità classiche che tradizionalmente fanno parte del bagaglio culturale dei consulenti del lavoro, si comprende facilmente come in un prossimo futuro gli sportelli sul territorio della Fondazione diventeranno elementi centrali dell’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro.
“Il nostro lavoro - precisa Mauro Capitanio - non è affatto in concorrenza con le agenzie del lavoro. Facciamo un lavoro diverso e abbiamo un target doverso. Noi siamo specialisti dei diversi settori e li conosciamo bene, dalla A alla Z. In questo momento stiamo operando molto, al fianco degli imprenditori, nella ricollocazione di personale. Uniamo la conoscenza delle norme con la conoscenza dei fabbisogni degli imprenditori, segnalando alle aziende le diverse opportunità”.
22/06/2009
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