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Parlamento europeo, no a proposta su orario autotrasportatori

Il Parlamento europeo ha respinto la proposta volta ad aggiornare le norme sull'organizzazione dell'orario di lavoro degli autotrasportatori. Per gli eurodeputati, infatti, la proposta della Commissione europea contraddice la richiesta del Parlamento a favore di una piena inclusione degli autotrasportatori autonomi nel campo d'applicazione della direttiva che definisce i tempi di guida e di riposo di camionisti e autisti. Il dossier è stato rinviato alla commissione parlamentare competente, e la procedura potrà proseguire nella prossima legislatura.

La direttiva 2002/15/CE, entrata in vigore il 23 marzo 2005, è stata un importante passo in avanti verso il miglioramento della protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori mobili del settore dell’autotrasporto, definendo norme comuni relative ai tempi di guida e di riposo dei conducenti. In previsione dell'estensione della sua applicazione agli autotrasportatori autonomi (dal 23 marzo 2009), la Commissione era chiamata a proporre le modalità per rispondere a questo impegno, sulla base di una relazione che valutasse l'attuazione della direttiva ed esponesse le possibili conseguenze. In questa relazione, la Commissione era giunta alla conclusione che non vi fosse un elemento decisivo per includere gli autotrasportatori autonomi nel campo di applicazione della direttiva.

La Commissione osservava poi che la distinzione tra autotrasportatori autonomi e lavoratori mobili non fosse chiara, aumentando così il rischio del fenomeno dei ‘falsi’ autotrasportatori autonomi i quali, per non rientrare nel campo di applicazione della direttiva, non sono legati a un datore di lavoro da un contratto ma non hanno la libertà di intrattenere relazioni con più clienti. Per quanto riguarda il lavoro notturno, la Commissione aveva concluso che non vi fosse esigenza di modificare o armonizzare ulteriormente le disposizioni in materia.

La Commissione aveva quindi proposto di chiarire il campo d'applicazione tramite l'esclusione dei lavoratori mobili realmente autonomi, l'applicazione della direttiva a tutti i lavoratori mobili e a coloro che non sono liberi di organizzare la propria attività lavorativa (ossia i ‘falsi’ autotrasportatori autonomi), nonché la soppressione della definizione di ‘orario di lavoro’ per gli autotrasportatori autonomi e l'introduzione di una definizione più precisa di ‘lavoratori mobili’. Aveva poi proposto una nuova definizione di lavoro notturno e l'introduzione di principi comuni volti a garantire una maggiore trasparenza e una maggiore efficacia ai regimi nazionali di controllo.


11/05/2009
 
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