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Tecnologia valorizza presenza professionale donne

La tecnologia come strumento di valorizzazione della presenza professionale delle donne. Di questo si è parlato, a Milano, durante la tavola rotonda ‘Donne e tecnologia: il binomio di successo’, promossa da ‘Futuro@lfemminile’, il progetto di Microsoft, Accenture e Hewlett-Packard per le pari opportunità e da Manageritalia Milano. Tra gli interventi, quelli di Patrizia Quartieri, presidente commissione Pari opportunità del comune di Milano, Paolo Magrassi, partner di Saugatuck Technology e consigliere della commissione europea per la Ricerca e Sviluppo, e Marisa Valagussa, dirigente tecnico dell’ufficio Scolastico regionale per la Lombardia.

A questi si sono affiancati i contributi di tre donne manager, che ricoprono ruoli di responsabilità in settori tecnico-scientifici: Donatella Paschina, direttore Sistemi informativi di Trenitalia, Cinzia Perucca, responsabile vendite server di Hewlett-Packard, ed Ester Orlandi, responsabile Networking centro linguistico dell'ateneo dell’Università di Padova, che hanno testimoniato, attraverso la loro personale esperienza, come la tecnologia può aiutare le donne sia nella professione che nella conciliazione della doppia presenza, lavorativa e familiare.

La situazione lavorativa delle donne, Italia, è riassunta da tre numeri: 45,2%, 0,8% e 4,9%, ovvero il tasso di occupazione femminile, la percentuale delle dipendenti che arrivano a diventare manager e il numero di coloro che riescono ad assumere un ruolo di supervisione. Una condizione femminile che, è stato ribadito nel corso dell’incontro, relega l’Italia agli ultimi posti nell’Europa a 25, posizione che non passa certo inosservata nell’Anno europeo delle Pari Opportunità.

Ma quale è l’identikit della donna manager italiana? Una ricerca dell’Università Bicocca di Milano, commissionata da Manageritalia, ha cercato di tracciarne il profilo. A parità di qualifica, solo il 26% delle donne guadagna più di 100 mila euro l’anno, contro il 41% degli uomini. Uomini e donne si concentrano in aree funzionali differenti: risorse umane, relazioni esterne, amministrazione, finanza e controllo gestione risultano aree tipicamente femminili, mentre l’area direzione generale, di divisione costituisce un ambito soprattutto maschile.

Sebbene i dirigenti, sia maschi che femmine, concordino nel ritenere la determinazione e le competenze tecniche fattori importanti per favorire l'avanzamento di carriera, il 34% dei manager uomini considera importante la disponibilità a orari lunghi. Le donne incontrano maggiori difficoltà (67% delle manager contro il 59% dei colleghi) negli avanzamenti di carriera. Per i dirigenti, gli ostacoli derivano da caratteristiche personali, mentre per le colleghe nella difficile conciliabilità delle responsabilità professionali con quelle familiari. Per gli uomini e per le donne dirigenti, la maternità e le responsabilità connesse alla gestione della famiglia rappresentano gli ostacoli che maggiormente interferiscono nella progressione della carriera.

Da un punto di vista personale, la ricerca dell’università Bicocca di Milano evidenzia che le donne nubili sono il doppio rispetto agli uomini celibi (il18% contro l’8%), le divorziate o separate sono il 10% contro il 6% dei maschi e, rispetto ai colleghi della stessa fascia di età, le donne manager registrano una maggior propensione a non avere figli o a avere un figlio unico. Dati che riflettono la difficoltà per le donne nel conciliare la doppia presenza professionale e privata.


19/01/2007
 
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