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Contro sommerso semplificazione amministrativa e contratti brevi

Misure di semplificazione amministrativa e ampliamento dell’ambito di ricorso all’adozione di contratti di lavoro di breve durata. Sono alcune delle misure da adottare per contrastare il lavoro nero e che sono state indicate in un’audizione alla commissione Lavoro della Camera dei Deputati dai rappresentanti del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro nell’ambito dell’Indagine conoscitiva su alcuni fenomeni del mercato del lavoro (lavoro nero, caporalato e sfruttamento della manodopera straniera).

Altrettanto importante è anche l’organizzazione di campagne di promozione finalizzate alla diffusione delle informazioni sulla corretta applicazione dei nuovi istituti legislativi. Nello svolgimento dell’attività di aggiornamento nei confronti dei datori di lavoro un ruolo importante potrebbe essere assegnato agli organismi preposti alla collocazione e intermediazione di manodopera e, comunque, ai professionisti che assistono le aziende. Al riguardo, secondo i consulenti, potrebbe costituirsi una Commissione composta dai rappresentanti delle categorie professionali e delle parti sociali che realizzi un approfondito studio specifico del fenomeno, finalizzato ad individuare, attraverso un’indagine scientifica condotta nelle varie aree territoriali, le precise ragioni che connotano il fenomeno in questione, nonché le misure e gli incentivi da promuovere sul territorio per l’emersione del sommerso.

A livello territoriale, sempre per il tramite dei professionisti, andrà svolto un compito di monitoraggio dei flussi della manodopera, al fine di valutare l’incidenza delle misure adottate sul fenomeno del lavoro sommerso. Per il Consiglio nazionale è, inoltre, necessario adottare misure finalizzate a favorire la stabilizzazione dell’occupazione dipendente, mediante apposite agevolazioni contributive aggiuntive per le imprese che attivano nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato o che trasformano a tempo indeterminato rapporti a termine (con particolare riferimento alle imprese che hanno maggiore intensità occupazionale e che operano nei territori privi delle agevolazioni previste dalla legislazione vigente).

In questo quadro potrebbe produrre effetti positivi una politica di agevolazione delle nuove assunzioni. Per contrastare il lavoro nero potrebbe essere dato alle categorie professionali un ruolo di confronto attivo con gli organi ispettivi, potenziando ed aumentando le fasi di confronto. Infatti, nella lotta alla irregolarità appare fondamentale la costituzione di un processo programmatico a livello locale che consenta di perseguire contemporaneamente politiche di sviluppo economico-sociale e seri interventi di sorveglianza.

Un contributo utile alla costruzione di tale processo può essere dato proprio dalla categoria dei consulenti del lavoro, che sono quotidianamente a contatto con il tessuto imprenditoriale e godono, quindi, di un osservatorio privilegiato sulle problematiche del mercato del lavoro, anche - eventualmente - per definire gli indicatori di congruità in materia di sommerso e che potrebbero trasformarsi da meri strumenti repressivi a fattori sui quali costruire una duratura e graduale politica dell’emersione.


12/11/2009
 
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