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Celli, “Per chi sa giocare bene carte possibile trovare posto anche con crisi”

“I posti disponibili sono pochi, ma per chi sa giocare bene le proprie carte trovare un lavoro è possibile anche in tempi di crisi”. Non ha dubbi Pier Luigi Celli, direttore generale dell’Università Luiss-Guido Carli di Roma, che in un’intervista al ‘Sole 24 Ore’ parla dei problemi dell’inserimento nel mondo del lavoro. E al neo-laureato dà un consiglio: “Ragionare da imprenditore, anche se sta cerando un posto da dipendente. Quando ci si presenta a un colloquio non basta portare un buon curriculum, bisogna dimostrare voglia di fare, proporre idee nuove, progetti di sviluppo del business. I posti sono scarsi, la concorrenza tra candidati alta: i selezionatori apprezzano gli atteggiamenti imprenditoriali”.

Ma quali sono i settori che tirano di più? “Di sicuro - risponde Celli - i pochi posti disponibili sono concentrati nell’area commerciale. Tanti studenti puntano sul marketing, sulla comunicazione: a loro consiglio di riorientarsi sul commerciale, che finora è stato un po’ snobbato, perché giudicato meno ‘glamour’. Ma di fatto è l’ambito che resiste di più di fronte alla crisi”. Da Celli consigli anche per chi perde il lavoro in età matura. “Per chi ha un’età tra i 40 e i 50 anni, quindi con un’esperienza significativa alle spalle, una strada può essere quella - suggerisce - di cercare altre persone nella stessa condizione per unire le forze e offrire nuovi servizi. L’ideale sarebbe trovare compagni con esperienze complementari alla propria, in modo da presentarsi al mercato come gruppo, offrendo una competenza allargata, significativa, di squadra. Per gli over 50 - continua Celli - la situazione potrebbe essere più problematica, soprattutto se sono disoccupati da lungo tempo. E’ probabile che si debba ripartire facendo un passo indietro, ma questo non significa vendersi al ribasso. Bisogna fare tesoro della propria esperienza e ripartire con umiltà, con la consapevolezza che stiamo vivendo un periodo difficile dal punto di vista occupazionale”.

Dunque, per Celli, non bisogna mai scoraggiarsi. “La rassegnazione - avverte - è il peggior nemico. Invece di subire passivamente un licenziamento, bisogna approfittare del tempo che improvvisamente si libera per investire sulla propria formazione: approfondire le lingue in cui si è carenti, cercare dei corsi specifici per sviluppare competenze di cui ci si sente deboli”. Non solo. “E’ poi fondamentale - aggiunge Celli - trovare dei punti di riferimento, non bisogna assolutamente restare isolati: per gli adulti, un ruolo importante può essere svolto dal Terzo settore, che ha una grande valenza motivazionale oltre che economica. Per i giovani, si dovrebbero attivare le università, perché non basta più accompagnare gli studenti al titolo, bisogna seguirli”.


20/10/2009
 
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