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Etica e finanza, una strategia contro la crisi
Il ruolo della finanza etica per superare la crisi e realizzare un capitalismo dove si favorisca il profitto nel rispetto dei diritti umani e di uno sviluppo sostenibile. A rilanciare il tema il l'intervento del presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, pubblicato dal 'Sole 24 Ore', in occasione del convegno 'Come muoversi tra etica e banche', organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cento. LABITALIA ha raccolto i commenti delle parti sociali e di esperti.
OLIVERO (TERZO SETTORE), BENE FINI SU ETICA CHE E' TEMA STRATEGICO
"Abbiamo accolto con grande favore le parole del presidente della Camera, che vanno a sancire l'attenzione da parte di tutto il paese, e non solo di uno 'sparuto' gruppo, su un tema fondamentale come quello della finanza etica". Così Andrea Olivero, portavoce del Forum del Terzo Settore, commenta l'intervento del presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini. Per Olivero, "è molto importante che si sottolinei come la finanza etica possa rappresentare una strategia complessiva per uscire dalla crisi". "Ora occorre andare avanti su questa strada - afferma - e cominciare a parlare di impresa sociale anche nelle imprese profit e non solo in quello non profit. E' un tema, infatti, che non riguarda solo una parte del paese, ma verso il quale tutti dovrebbero sentirsi responsabili. Bene ha fatto, quindi, Fini a invitare ciascuno a fare la propria parte. Inoltre, è fondamentale il tema del rispetto delle regole: la finanza non può darsi regole da sola, ma deve rispettare quelle della politica e della società. Ci vuole rispetto della legalità in tutti gli ambiti, a partire da quello economico. Bisogna rientrare in una situazione in cui la legge sia uguale per tutti e in cui sia rigoroso il rispetto dei principi fondamentali".
MEGALE (CGIL), ETICA COINVOLGA TUTTO SISTEMA FINANZIARIO E PRODUTTIVO
"E' corretto il ragionamento del presidente della Camera attorno al tema della finanza etica. Anche se l'etica come elemento di responsabilità dovrebbe coinvolgere tutto il sistema finanziario e produttivo, proprio perché l'etica insieme alla responsabilità sociale è un deterrente contro gli squilibri del mercato e la corsa al profitto senza alcuna etica sociale". Così Agostino Megale, segretario confederale della Cgil, commenta con LABITALIA l'intervento del presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini. "La crisi finanziaria globale - spiega - richiama all'idea di maggiori responsabilità e maggiori regole che smentiscono la tesi che il mercato da solo è un regolatore dell'economia poiché l'assenza di regole, come ci ricorda Fitoussi, ha semplicemente acuito le diseguaglianze sociali in tutto il mondo. Assumere l'etica responsabile come un elemento trainante nei comportamenti dell'impresa, sia essa finanziaria che produttiva, vuol dire immaginare di dare valore alla responsabilità sociale che l'impresa deve avere - conclude Megale - e vuol dire anche immaginare un'evoluzione degli strumenti della partecipazione, a partire dai Consigli di sorveglianza, che devono accompagnare l'etica della responsabilità che deve guidare il mondo finanziario e delle imprese".
PETRICCIOLI (CISL), ETICA E' STRUMENTO PER FUTURO ECONOMIA
"La finanza etica è uno strumento che guarda al futuro dell'economia". Non ha dubbi Maurizio Petriccioli, segretario confederale della Cisl, che commenta con LABITALIA l'intervento del presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini. "La sfida competitiva che si basa sulla qualità - spiega - necessita di una maggiore partecipazione di tutti i portatori d'interesse. La finanza etica è uno strumento fondamentale - sottolinea il sindacalista - che mette insieme territorio, persone ed economia, quindi uno strumento di coesione che non punta ad arricchire ma a rispondere ai bisogni di tutte queste componenti. In questo senso, la finanza etica non deve essere lo strumento marginale quale è oggi, ma uno strumento per l'economia del futuro. Un'economia che guarda al futuro, infatti, passa attraverso la finanza etica".
SANTINI (UIL), ETICA E' SFIDA PER PASSARE DA CRISI A OPPORTUNITA'
"Siamo profondamente convinti che l'etica oggi sia un pilastro fondamentale per passare da una fase di crisi a una di opportunità. Un concetto che Fini ha rilanciato e che come sindacato sosteniamo da tempo". Così Lamberto Santini, segretario confederale della Uil, commenta con LABITALIA l'intervento del presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini. "Soprattutto in questo momento di crisi - sottolinea - l'etica dovrebbe rientrare nelle scelte dell'impresa. E, per l'impresa, etica dovrebbe significare essere pronti per la ripresa e quindi mantenere i livelli occupazionali. Per lo Stato - prosegue - etica, sempre per fronteggiare la crisi, vuol dire, come del resto fatto, garantire la cassa integrazione speciale a lungo termine. E anche le banche devono fare la loro parte: per loro, un comportamento etico vuol dire valutare l'azienda per i progetti che ha e non per il rischio che fa correre e quindi dando credito e microcredito per preparare la ripresa. Le regole e i controlli - dice Santini - sono parti fondamentali del mercato. E un mercato senza etica non ha ragione di essere. Occorre quindi ragionare in maniera diversa rispetto al rapporto tra capitale e lavoro: la fabbrica, infatti, è un valore non solo per l'impresa ma anche per il lavoratore, le istituzioni, il territorio. E' questo il segnale che bisogna cogliere dalla crisi come sfida al cambiamento".
POLVERINI, SU CAPITALISMO SORRETTO DA ETICA FINI COGLIE NEL SEGNO
"Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, coglie nel segno quando parla di necessità che il capitalismo sia sorretto da una visione etica che contemperi la ricerca del profitto con il rispetto dei valori umani e sociali che caratterizzano in particolare la nostra cultura". Così Renata Polverini, segretario generale Ugl, commenta con LABITALIA l'intervento del presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini. "Come giustamente ha fatto osservare il premio Nobel per l'economia Amartya Sen, la crisi economica si è alimentata su un humus di decenni di politiche fondate sulla esasperata deregolamentazione - spiega - che ha prodotto il paradosso per cui i rischi finanziari, si pensi ai mutui subprime, venivano scaricati su altri soggetti, spesso piccoli risparmiatori, ignari di quanto stava accadendo e di quali e quante fossero le controindicazioni. Quel che è successo in assenza di regole è sotto gli occhi di tutti: il prodotto interno lordo è crollato in larga parte del mondo, ma, soprattutto, sono aumentati in maniera esponenziale i disoccupati. La riscoperta dell'etica e del ruolo dello Stato, che ritroviamo anche nella recente lettera enciclica di Benedetto XVI, rappresentano, quindi, due passaggi fondamentali - conclude Polverini - per reindirizzare le risorse economiche e umane verso un concetto di sviluppo sostenibile sotto il profilo sociale, umano, ambientale. Perché, per riprendere le parole di San Paolo, la ricchezza in sé non è un danno, ma può esserlo l'uso che se ne fa".
DURANTI, ETICA CREA CIRCUITO VIRTUOSO BENEVOLO PER ECONOMIA
"La finanza etica permette di creare un circuito virtuoso che porta conseguenze benevole all'economia, in cui fruitori ed erogatori di servizi trovano soddisfacimento alle loro esigenze in un'ottica di trasparenza". Così l'economista Paolo Duranti commenta con LABITALIA l'intervento del presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini. Duranti condivide, in particolare, il collegamento tra finanza etica e Terzo Settore. "E' un collegamento finora non sottolineato, ma è fondamentale: basti pensare alle dimensioni che il mondo del Terzo Settore ha in Italia e al ruolo che riveste non solo come ossatura morale ma anche come apporto economico. Eppure, la linea del governo non sempre si è mostrata sensibile verso il Terzo Settore".
Anche l'invito rivolto da Fini alle banche, per Duranti, è un passaggio fondamentale: "In un'economia come quella italiana caratterizzata dalla presenza massiccia di piccole e medie imprese, è fondamentale - spiega - che le banche siano chiamate a non considerare solo il dato contabile, ma a guardare in faccia l'imprenditore e il suo territorio. E' un monito che va a sradicare il rapporto che c'è sempre stato tra imprese e banche, due mondi che non si sono parlati molto". Infine, conclude Duranti, "si rimarca la validità del modello economico europeo, fondato su un'economia mista, che ha consentito di contenere da noi gli effetti della crisi partita dagli Stati Uniti e di tutelare le fasce deboli della società".
21/09/2009
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