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Diversificare gli investimenti tra immobiliare e finanza

Prima cosa: mantenere la calma. Poi, non dare nell’occhio. Quindi, pensare a investire la somma, magari diversificando la destinazione. Sono i consigli ‘a caldo’ che a un fortunato vincitore del Jackpot di Superenalotto da record darebbe Francesco Carla’, trader e imprenditore, presidente di FinanzaWorld.it, uno dei più importanti siti di informazione finanziaria, e da oltre vent’anni esperto di borsa e tecnologia. “Il primo consiglio è quello di stare calmi - dice a LABITALIA - perché le decisioni impulsive, quando si tratta di investimenti, sono sempre sbagliate. Non bisogna, poi, dare nell’occhio, altrimenti si rischia di attirare le richieste di parenti e amici. Ci sono anche da risolvere le questioni burocratiche”.

A questo punto, il neo-milionario può pensare agli investimenti. Ma come far fruttare una somma simile se non si è esperti di finanza? “Suggerirei - risponde Carlà - di dividere la somma a metà. Un 50% lo destinerei a investimenti immobiliari. Consiglierei di acquistare immobili commerciali, come negozi, in posizioni importanti nelle città, che garantiscono un affitto regolare e rendimenti elevati”. Niente corsa, dunque, a comprare la casa dei propri sogni? “Chi non ha una casa di proprietà - dice - certamente potrà cogliere l’occasione della vincita per acquistarla, ma non subito perché anche questo darebbe nell’occhio: si farà in un secondo tempo, con calma”.

Resta ora da destinare l’altra metà del ‘capitale’. “L’altro 50% - afferma l’esperto - consiglierei di dedicarlo a investimenti finanziari. Circa il tipo di investimento da indicare, molto dipende dall’età dell’interessato. Se si tratta di una persona nella fascia d’età media, diciamo un quarantenne, questa seconda metà della vincita - prosegue Carlà - la impegnerei per il 30% in azioni e per la restante parte in titoli di Stato. Come azioni, consiglierei quelle di società grosse di larga capitalizzazione, tipo Eni o Finmeccanica, che garantiscono un dividendo e quindi una rendita indipendentemente dal corso delle azioni stesse”.

“Per quanto riguarda, invece, i titoli di Stato - sottolinea - direi di diversificare il rischio tra paesi diversi, acquistando titoli sempre espressi in euro ma anche di altri Stati, come quelli francesi o tedeschi, che non danno problemi di cambio. E preferibilmente i Btp, i titoli a lungo termine, che danno cedole più alte”. Se, poi, alla finanza ci si prende gusto, pur non avendo un’esperienza alle spalle, Francesco Carlà ha un ultimo consiglio da dare: “Leggersi il mio libro appena uscito, ‘Finanza democratica’, che parla proprio di questo”. E il sottotitolo del volume, edito da Sonda, non lascia dubbi: ‘La guida completa per diventare investitori intelligenti’.


29/07/2009
 
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