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Avvocati esterni per il contenzioso Inps

E’ partita con la diffusione della circolare numero 25 la riforma dell’Avvocatura dell’Inps. Con i quasi 750mila giudizi in corso, il contenzioso dell’Inps rappresenta circa il 25% di quello complessivo nazionale: una causa civile su quattro vede coinvolto l’Istituto. Attualmente, per lo smaltimento di tale mole di lavoro, l’Inps dispone di poco più di 300 avvocati. La situazione, inoltre, è aggravata dalla forte disomogeneità tra carichi di lavoro e avvocati disponibili nelle aree territoriali.

Allo scopo, quindi, di ridimensionare il livello del contenzioso, a beneficio dei cittadini che ricorrono in giudizio e per accrescere l’efficienza del servizio legale dell’Istituto – anche in un’ottica di contenimento dei costi - l’Inps ha introdotto alcune novità sostanziali nella gestione delle proprie cause. Innanzitutto si farà ricorso anche a legali domiciliatari esterni, incaricati direttamente dall’Istituto, sia nelle realtà territoriali sedi di Tribunali dove non esistono uffici legali Inps, sia presso le sezioni distaccate di Tribunali, in modo da consentire all’Avvocatura dell’Istituto di concentrare l’attenzione sul contenzioso nelle sedi di maggiore criticità.

Il costo di ogni incarico affidato sarà di 250 euro, più iva e cap. Si prevede così di assegnare all’esterno circa 40mila cause, con una spesa stimata – per il 2009 – di circa nove milioni di euro, a fronte di un risparmio che potrebbe essere di almeno 30 milioni di euro. Le Direzioni regionali provvederanno ad acquisire dai Consigli degli Ordini degli Avvocati presso i Tribunali un elenco di professionisti disponibili a svolgere gli incarichi di domiciliazione e sostituzione in udienza. Tale elenco dovrà essere trasmesso entro la data del 16 marzo 2009.

E’ previsto, inoltre, il ricorso alla collaborazione di praticanti avvocati, come già avviene per l’Avvocatura dello Stato e presso le più importanti Avvocature pubbliche, attraverso un accordo con i Consigli territoriali degli ordini forensi e secondo la legge professionale. La pratica forense durerà al massimo due anni e sarà finalizzata alla formazione teorico-pratica del tirocinante, mediante affiancamento ad un avvocato e partecipazione allo studio per la stesura di atti e pareri, nonché allo svolgimento di ricerche di dottrina e giurisprudenza e partecipazione alle udienze.

Le modalità per la richiesta di partecipazione saranno rese note nel bando che sarà emanato in sede di prima applicazione. La riforma dell’Avvocatura dell’Inps così disegnata, sarà sottoposta a verifica in corso d’opera: una prima valutazione avverrà dopo i primi tre mesi di attività.


06/03/2009
 
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