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Banche, fa discutere l’accordo su turn over padri-figli
La Fisac Cgil, sindacato dei lavoratori del credito, ha ritirato questa mattina la firma dall'accordo che era stato siglato due giorni fa tra la Banca di credito cooperativo di Roma, Federlus (Federazioni delle Bcc del Lazio dell'Umbria e della Sardegna) e tutte le sigle sindacali del credito (Fabi, Fiba Cisl, Uilca, Sincra-Ugl), compresa la stessa Fisac Cgil, sul turn over da padre a figlio, garantito dalla Banca in caso di esodo volontario del primo. "Stamattina abbiamo comunicato alla Bcc Roma -annuncia a LABITALIA Domenico Moccia, segretario generale della Fisac Cgil- la nostra decisione di ritirare la firma dall'accordo siglato, relativamente alla parte del passaggio del posto da padre a figlio, mentre rimane confermata la nostra adesione agli altri contenuti dell'intesa (la stabilizzazione del personale precario ndr). Pensavamo che la possibilità di turn over padre-figlio fosse solo una dichiarazione della Banca e non una clausola, parte integrante dell'accordo". L'accordo prevede infatti che, in alternativa agli incentivi economici, chi sceglie l'esodo può far entrare in banca al proprio posto un figlio o un parente fino al terzo grado. “Per la Fisac Cgil -ribadisce Moccia- è importante che le assunzioni vengano fatte in modo selettivo e trasparente e che tutti gli aspiranti a un posto, abbiano le stesse opportunità e non che, invece, ci siano corsie preferenziali". "E' vero che nelle banche è già capitato che a un padre subentri un figlio, ma -avverte Moccia- questo è frutto di accordi personali e non è mai stato fatto sulla base di un accordo contrattuale. E la Cgil un accordo così concepito -conclude- non lo firmerà mai".
"Al momento non ritiriamo la firma, ma ho convocato i miei responsabili di settore per martedì perché voglio visionare bene l'accordo e esaminare il contenuto. Se l'accordo contiene solo una dichiarazione dell'azienda, va bene ma se prevede una sorta di automatismo nella successione padre-figlio, non va bene e ritiriamo la firma". Così il segretario generale della Uilca, Massimo Masi, spiega a LABITALIA la posizione del sindacato dei lavoratori del credito della Uil, di fronte all'accordo siglato due giorni fa tra la Banca di credito cooperativo di Roma, Federlus e tutte le sigle sindacali del credito (Fabi, Fiba Cisl, Fisac Cgil, Sincra-Ugl), compresa la stessa Uilca, sul turn over da padre a figlio, garantito dalla Banca in caso di esodo volontario del primo.
"La Fiba Cisl è convinta che l'accordo firmato con la Bcc Roma sugli esodi volontari e sulla possibilità di un turn over padri-figli, sia un buon accordo. Noi l'abbiamo firmato e non abbiamo motivo di rigettarlo". Così Paolo Marchiori, segretario regionale del Lazio della Fiba Cisl, conferma a LABITALIA l'adesione del suo sindacato all'intesa siglata due giorni fa da tutti i sindacati dei lavoratori del credito. Marchiori ricorda che, oltre alla possibilità di passare il testimone da padre in figlio, nell'accordo c'e' anche "l'assunzione a tempo indeterminato dei precari", su cui anche la Fisac concorda. "Lo spirito vero dell'accordo è questo -spiega il sindacalista- poiché è impossibile per i figli dei dipendenti accedere a un posto nella stessa banca del padre, finché questi lavora, e poiché noi abbiamo un Fondo esuberi che paga i prepensionamenti senza gravare in nessun modo sullo Stato, l'azienda ha manifestato la sua disponibilità ad esaminare con colloqui i figli dei dipendenti che hanno scelto l'esodo volontario. E in questo periodo di crisi -conclude- non mi pare poco che ci sia un'azienda che offre posti di lavoro".
20/11/2009
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