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Chimica, mercoledì cancelli chiusi per sciopero nelle aziende italiane
Astensione dal lavoro di otto ore in tutte le imprese del settore chimico-farmaceutico e in tutti gli stabilimenti dell'intero gruppo Eni. E' quanto hanno deciso per la giornata di mercoledi' 24 i sindacati dei lavoratori del settore chimico, Filcem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil. A essere interessati dalla protesta, almeno 240.000 addetti e circa 1.800 imprese. Nel corso della giornata si svolgeranno anche diversi presidi. A Roma il lavoratori protesteranno sotto a Largo Chigi, davanti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e presso la sede dell'Eni. A Milano, invece, la protesta sara' davanti alla sede di Federchimica. Al centro dell'agitazione indetta dai sindacati, c'e' un settore, quello dell'industria chimica di base, che, nel nostro Paese, e' andato progressivamente indebolendosi, fino a rischiare la scomparsa.
I sindacati chiedono ora dal Governo italiano, senza piu' alcun indugio, un piano industriale serio di rilancio del settore e l'apertura di un immediato confronto tra le parti ''affinche' si passi dalle parole ai fatti - dicono i segretari di Filcem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil, Alberto Morselli, Sergio Gigli, Augusto Pascucci- e il Paese torni concretamente a ragionare sul futuro della chimica''.mici, con conseguenze imprevedibili sull'occupazione e sul resto dell'economia industriale''. Le conseguenze della crisi, accusano ancora Filcem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil, sono sotto gli occhi di tutti, soprattutto nel settore chimico-farmaceutico ( 81miliardi di euro di fatturato, il 9% del pil): riorganizzazioni, licenziamenti, aumento a dismisura della cassa integrazione, mobilita', possibili chiusure di stabilimenti, mancate conferme di lavoratrici e lavoratori a tempo determinato, oltre a migliaia di addetti 'a rischio' nell'indotto e nelle aziende in appalto.
I sindacati rivendicano, per il settore chimico, un intervento diretto del Governo italiano, come e' stato fatto con Fiat e Alitalia. Le organizzazioni sindacali, pero', sono andate oltre e hanno formulato una serie di proposte, in materia proprio di 'chimica di base', vale a dire la lavorazione basata su derivati dalla nafta: etilene, PVC e soprattutto propilene, un prodotto che ha fruttato al suo scopritore, il ligure Giulio Natta, il Premio Nobel per la chimica nel 1963. Tra le richieste avanzate al Governo: assumere l'impegno per una nuova fase industriale rivolta alla difesa e allo sviluppo delle piccole e medie impres; predisporre un piano industriale che metta in sicurezza il ciclo del cloro, del polipropilene e dell'etilene; all'Eni, recedere dal disimpegno nei settori industriali (chimica, raffinazione, estrazione e gas) e sviluppare invece l' attivita' industriale, per non disperdere quell'enorme patrimonio di conoscenze e competenze presenti nelle sue societa'.
22/06/2009
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