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Sif 2009, un nuovo ‘Rinascimento’ per lo sviluppo sostenibile
Un nuovo ‘Rinascimento’ per lo sviluppo sostenbile. Che permetta di migliorare la qualità della vita dei consumatori nel lungo termine. Questo l’appello lanciato al ‘Sif 2009’, il ‘Sustainability International Forum’, che si è svolto a Roma, nella cornice di Palazzo Colonna, emblema del Rinascimento romano. Un evento internazionale che ha visto riuniti esperti di fama mondiale e che ha voluto mettere a confronto manager dell’industria, rappresentanti delle istituzioni e del mondo economico, della comunicazione e dell’ambiente, in una serie di dibattiti tematici, che hanno affrontato il tema della sostenibilità dal punto di vista dell’energia, dell’alimentazione, della salute, della comunicazione e, non ultimo, da quello del consumatore.
“In momenti di crisi e di cambiamenti strutturali come quelli che stiamo vivendo, nei quali la mancanza di fiducia e la paura del futuro sono stati d’animo reali, i risultati economici non bastano più da soli - Daniele D’Ambrosio, presidente e amministratore delegato di Minerv@ - a restituire la fiducia verso le aziende o nelle istituzioni. Ci vogliono strategie, una condotta guidata da solidi principi etici e obiettivi come appunto quello di migliorare la qualità della vita dei consumatori nel lungo termine. Per questo, la sostenibilità non può prescindere da un nuovo ‘Rinascimento’ - ha concluso D’Ambrosio - nel quale il pensiero, lo sfruttamento delle risorse, l’andamento dell’economia, lo sviluppo tecnologico, le evoluzioni del mondo istituzionale e della comunicazione siano in grado tanto di garantire la soddisfazione a breve termine del consumatore quanto di convergere verso un impegno preciso nel lungo termine per la salvaguardia del pianeta”.
Durante l’evento, è stata presentata una ricerca condotta da Ipr Marketing, secondo la quale il 76% delle aziende italiane dichiara di aver messo in atto azioni a favore dell’eco-sostenibilità. E molte delle aziende rappresentate al Forum sono state intervistate nel corso dell’indagine. “Si tratta quindi di un campione - ha spiegato a LABITALIA Antonio Noto, presidente di Ipr Marketing - di aziende particolarmente sensibili a questo tema, che vedono l’investimento in sostenibilità come un’opportunità economica per l’impresa stessa oltre che come un beneficio per la collettività. La ricerca ha evidenziato -ha spiegato Noto- che e’ cresciuta sicuramente la cultura della sostenibilità e che siamo giunti a uno spartiacque: possiamo dire che si sta passando dalla ‘tasca’ alla ‘testa’, cioè dal risparmio di costi interni all’azienda a investimenti operativi”.
L’indagine, infatti, offre una doppia lettura: da una parte, si evidenzia ciò che le aziende hanno fatto finora e, dall’altra, quello che pensano di fare in futuro. “Finora le aziende - ha sottolineato il presidente di Ipr Marketing - hanno percepito il fattore della sostenibilità più come opportunità per diminuire i propri costi interni, da quello della carta a quello dell’elettricità, che come obiettivo per il benessere collettivo. Ma, se in passato il comportamento aziendale era portato a usare la sostenibilità per ridurre i costi, oggi le imprese - ha rimarcato Noto - pensano in modo diverso: in futuro, infatti, sono previsti sempre più investimenti per azioni pratiche, come gli impianti fotovoltaici, che sono in cima all’elenco della propensione delle aziende, o l’acquisto di pc con caratteristiche legate alla sostenibilità. Dunque, è nel futuro che le aziende puntano a investimenti veri e propri a favore della sostenibilità e a beneficio della collettività”.
16/06/2009
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