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Ue: da Commissione appello a impegno comune per occupazione
Un ‘impegno comune per l’occupazione’. Sarà l’invito che la Commissione europea porterà, tra l’altro, ai capi di Stato e di governo riuniti per il Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. Nell’occasione, infatti, la Commissione presenterà le proprie proposte e gli sviluppi dell'impegno comune della Ue per attuare la strategia di Lisbona per il periodo successivo al 2010.
La Ue metterà, infatti, a disposizione 19 miliardi di euro dei finanziamenti pianificati del Fondo sociale europeo a sostegno delle persone colpite dalla crisi economica. Anticiperà, inoltre, gli stanziamenti e per il periodo 2009-2010 non sarà necessario il cofinanziamento da parte degli Stati membri. Insieme al Gruppo Banca europea per gli investimenti e ad altri partner, la Ue istituirà un nuovo sistema di erogazione di prestiti per concedere microcrediti ai soggetti che solitamente incontrano difficoltà a ottenere i finanziamenti necessari ad avviare un'attività o una microimpresa.
Questo impegno comune della Ue per l'occupazione, dunque, delinea priorità e azioni chiave per sostenere il mercato del lavoro e aiutare i cittadini in difficoltà, preparando allo stesso tempo il terreno alla ripresa. L'obiettivo è quello di stabilire una collaborazione tra tutte le parti interessate, i sindacati e le organizzazioni dei datori di lavoro, gli Stati membri e le Ue, al fine di conseguire i risultati auspicati.
Tre le priorità chiave delineate dalla Commissione europea: sostenere l'occupazione, creare posti di lavoro e promuovere la mobilità; migliorare le qualifiche e rispondere ai bisogni del mercato del lavoro; migliorare l'accesso all'occupazione. Priorità che vanno considerate come complementari ad altri provvedimenti attuali della Commissione volti a fronteggiare la crisi, tra cui le recenti proposte di supervisione finanziaria e per un migliore impiego del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione in periodi di crisi. Tali obiettivi sono inoltre in linea con le strategie della Ue a più lungo termine per riformare i mercati del lavoro, tra cui la strategia di Lisbona. Particolare attenzione è dedicata ai giovani, per offrire formazione e opportunità di occupazione ed evitare che quest'anno non riescano a inserirsi nel mercato del lavoro a causa della crisi.
La Commissione propone, quindi, una serie di azioni. Innanzitutto, accelerare lo stanziamento di 19 miliardi di euro dei finanziamenti programmati per aiutare i cittadini a mantenere il proprio posto di lavoro o a trovare una nuova occupazione tramite programmi di riqualificazione professionale, promuovendo l'imprenditorialità e migliorando i servizi di collocamento pubblici grazie al Fondo sociale europeo. Per il periodo 2009-2010, la Commissione può rimborsare agli Stati membri il 100% delle spese dichiarate: ciò significa che non sono necessari cofinanziamenti nazionali è quindi possibile accelerare la realizzazione di progetti a sostegno dei cittadini.
Poi, occorre riassegnare 100 milioni di euro dell'attuale bilancio comunitario, i quali, uniti ai finanziamenti degli istituti finanziari internazionali e in particolare del Gruppo Banca europea per gli investimenti, lieviteranno a oltre 500 milioni di euro da destinare alla creazione di un nuovo sistema di microcrediti della Ue. Il microcredito permetterà di avviare un'attività ai soggetti che rischiano di non ottenere fondi, ad esempio chi è stato recentemente disoccupato, e promuoverà l'occupazione nel settore delle microimprese colpite dalla stretta creditizia.
La Commissione punta quindi a garantire almeno 5 milioni di contratti di apprendistato in tutta la Ue ai giovani a rischio di disoccupazione e definire gli obiettivi per offrire ai giovani disoccupati tempestive opportunità di formazione o lavoro. Ma anche a sostenere programmi per favorire l'occupazione attraverso formazione e lavoro a tempo parziale. Inoltre, garantire un aiuto immediato ai disoccupati, per evitare il protrarsi della loro condizione e l'obsolescenza delle abilità professionali, ad esempio con proposte finalizzate ad offrire tempestive opportunità di formazione o lavoro a ciascun disoccupato: entro 1 mese per i giovani di età inferiore a 20 anni, entro 2 mesi per i giovani con meno di 25 anni ed entro 3 mesi per le persone di età superiore a 25 anni.
Un altro obiettivo è di aiutare i cittadini più svantaggiati a ritornare nel mondo del lavoro, ad esempio mediante una riduzione dei costi del lavoro extrasalariali, incentivi alle assunzioni e la promozione di opportunità di lavoro a bassa qualifica come i servizi alle famiglie e i servizi di assistenza. Non solo. Si propone di istituire un nuovo servizio on line ‘match and map’, per aiutare chi cerca lavoro a correlare le proprie abilità con le offerte di lavoro in tutta Europa, attraverso il portale europeo del lavoro Eures, e garantire ai disoccupati che cercano un impiego in un altro Stato membro il sussidio di disoccupazione a cui avrebbero diritto nel loro paese di residenza, per almeno 6 mesi.
Particolare attenzione dovrebbe essere dedicata alla riqualificazione professionale per meglio rispondere alle necessità del mercato del lavoro; parallelamente, la Commissione procederà a un'analisi settoriale del mercato del lavoro comunitario attuale e futuro, tenendo anche conto delle qualifiche nel campo delle tecnologie pulite. Infine, fornire istruzioni pratiche per aiutare le imprese, i lavoratori e i loro rappresentanti a gestire meglio e in modo proattivo la ristrutturazione aziendale e predisporre una guida per la formazione nelle piccole imprese per aiutare le pmi a mantenere e a ottenere le abilità di cui necessitano.
16/06/2009
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