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Ministero Lavoro, Telefono Azzurro e consulenti: stop a sfruttamento minorile

Ministero del Lavoro, Telefono Azzurro e consulenti del lavoro insieme contro lo sfruttamento del lavoro minorile. Un ‘pool’ presentato in occasione di una conferenza stampa al ministero del Welfare alla vigilia della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile. “Tolleranza zero - afferma il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi - verso quelle che sono, come le chiama l’Organizzazione internazionale del lavoro, le forme peggiori di sfruttamento che si trovano in Paesi industrializzati come l’Italia. Mi riferisco alla prostituzione, all’impiego di minori nelle organizzazioni criminali (come la vendita di sigarette di contrabbando) e all’accattonaggio”. Tutelare i minori, continua Sacconi, “non è una competenza specifica di questo dicastero, ma di fronte a forme gravissime di sfruttamento dobbiamo intervenire”. “E’ nostra intenzione - sostiene - avvalerci del supporto di Telefono Azzurro e dei consulenti del lavoro, categoria questa votata alla regolarità dei rapporti di lavoro”.

“I consulenti - rimarca Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro - hanno una missione importante di far rispettare le norme legislative, promuovendo l'etica e la responsabilità sociale delle imprese. Ci occupiamo di lavoro e avvertiamo il problema dello sfruttamento minorile che può essere contrastato sinergicamente dalle istituzioni e dal mondo della solidarietà. Per questo, la nostra categoria mette a disposizione 23mila professionisti e il suo patrimonio professionale”.

“In Italia - ricorda Paolo Pennesi, direttore generale per l’Attività ispettiva del ministero del Lavoro - un minore su 2 è stato trovato in condizioni di irregolarità. Il tasso di occupazione dei minori è passato dal 42% al 75% negli ultimi mesi, per un totale di 1.441 irregolari, di cui 179 bambini. Tra le tipologie di violazioni contestate, c’è la mancanza di tutela di sorveglianza sanitaria; ben 827 minori non avevano fatto visite mediche nè preventive nè periodiche. Sono 350, invece, le violazioni relative al mancato rispetto del regime orario, soprattutto nel settore turistico-alberghiero”.

“Nella società attuale - sostiene il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo - non ci devono essere bambini che lavorano. Sono molte le segnalazioni che ci sono arrivate, ma il nostro obiettivo è diffondere la cultura del rispetto attraverso la formazione, in un’ottica di rete, con il ministero del Lavoro e con i consulenti. Occorre fare attenzione alla collusione fra attività della criminalità organizzata e sfruttamento minorile, organizzando un sistema efficace e permanente di rilevazione dei dati sul lavoro minorile e creando strumenti adeguati per analizzare le forme più nascoste di impiego dei minori in attività economiche”.

Tra i punti fermi condivisi dal ministero, Telefono Azzurro e i consulenti del lavoro figura la promozione e la piena attuazione della normativa e delle raccomandazioni internazionali in materia di lavoro minorile, non dimenticando gli aiuti allo sviluppo per i Paesi meno ricchi, da dove spesso provengono i bambini sfruttati. E’ anche importante la sensibilizzazione e la diffusione delle informazioni sul lavoro minorile e i suoi rischi con il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei minori, delle famiglie, delle scuole e degli operatori del settore. Serve l’applicazione delle leggi che regolano il lavoro dei minori, la diffusione dei codici di condotta nelle imprese e delle clausole sociali nei rapporti commerciali.

Ma per il ministero e i consulenti è necessario anche il monitoraggio dei percorsi di dispersione scolastica e l'istituzione di percorsi flessibili di rientro a scuola nei casi di minori con esperienze di lavoro precoce e una capillare e continua azione di promozione della legalità nei confronti dei datori di lavoro, anche con riferimento ai diritti dei minori e al rispetto del diritto-dovere dell’adempimento dell’obbligo di istruzione e formativo.


11/06/2009
 
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