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Sfruttamento lavoro minori in diminuzione per 58,4% consulenti

Per il 58,4% dei consulenti del lavoro, il fenomeno dello sfruttamento minorile, in Italia, è in diminuzione, per il 25,7% in crescita e per il 15,7% inesistente. E’ quanto emerge da una ricerca della Fondazione Studi dei consulenti del lavoro, resa nota in occasione di una conferenza stampa al ministero del Welfare alla vigilia della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile. E, proprio secondo la Fondazione Studi, nel contesto del lavoro minorile, non vanno dimenticati i tanti minori stranieri che non si integrano nel sistema sociale e scolastico e che vivono ai margini della società. Così, con l’ausilio di questionari telematici, i consulenti del lavoro iscritti sono stati sollecitati a fornire la loro opinione, basata sulla specifica esperienza professionale su temi e questioni di importanza fondamentale nel mercato del lavoro, tenendo presente che la categoria gestisce 1 milione di aziende e circa 8 milioni di rapporti di lavoro.

Il 28,3% dei minori, si legge nella ricerca, è occupato nel comparto agricolo, il 22,1% nei laboratori artigiani, il 17,9% nel commercio e ristorazione, il 17,3% nel terziario, il 5,3% nell'edilizia e il 4,7% nel lavoro domestico. Ma qual è la causa principale del lavoro minorile? Per i consulenti, nel 30,1% dei casi e' da addebitarsi alla povertà del contesto economico e personale, nel 25,4% alla scarsa cultura dei genitori, nel 19,8% all’economia sommersa, nel 15% al basso costo del lavoro dei minori, nel 7,8% alle pressioni della malavita locale e nell’1,5% alla difficoltà di trovare lavoratori adulti. Secondo i consulenti del lavoro, inoltre, per contrastare l’occupazione dei minori ci sono diverse strade da percorrere. Per il 25,6% si dovrebbero aumentare i controlli nelle imprese, soprattutto in certi periodi dell'anno, per il 23,3% si dovrebbe penalizzare la libertà economica dei datori di lavoro che sfruttano i minori, per il 20,2% sarebbe invece opportuno diffondere informazioni sul fenomeno nelle scuole secondarie e per il 12,7% creare maggiori sinergie fra professionisti e istituzioni sul piano locale.

Un effetto deterrente arriverebbe anche dalla responsabilizzazione dei professionisti sul ruolo che possono svolgere in presenza del fenomeno (7,5%) e dal coinvolgimento di più rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori (6%). Ma per il 4% dei consulenti è un problema troppo complesso per poter essere risolto.


11/06/2009
 
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