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Radicali, serve rappresentanza italiana qualificata

 “Al Parlamento Europeo serve una rappresentanza italiana di qualità”. Ne è convinta Emma Bonino, vicepresidente del Senato e leader dell'omonima Lista Bonino-Pannella, in queste ore protagonista di una simbolica occupazione degli studi Rai di Saxa Rubra per rivendicare l'applicazione delle delibere dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in tema di par condicio, che a suo avviso sarebbero state eluse. “Già nella legislatura appena trascorsa - spiega Emma Bonino a LABITALIA - il ruolo del Parlamento sulle principali decisioni legislative europee, dalla direttiva sulla liberalizzazione dei servizi a quella sui prodotti chimici Reach, è stato determinante. Molto - aggiunge - dipenderà se entrera' in vigore il Trattato di Lisbona, perché il Parlamento è forse l'istituzione che più guadagna in termini di competenze e poteri, dalla pur insufficiente riforma contenuta nel nuovo Trattato”.

“Nuovo Trattato o no - continua Bonino - i dossier prioritari sono molti: il negoziato sui cambiamenti climatici, il grande capitolo dell'energia per giungere a una politica europea comune, le reti di trasporto transeuropee, la riforma del bilancio della UE e, inoltre, il Parlamento dovrà approvare la composizione della nuova Commissione e decidere sulla designazione del suo Presidente. I governi -spiega- spingono per una riconferma di Barroso, ma molti al Parlamento non sono d'accordo. Visto il suo pietoso bilancio -osserva- anche noi Radicali ne siamo tutt'altro che entusiasti”.

DA UE CONTRIBUTO DETERMINATE PER OCCUPAZIONE FEMMINILE MERCATO LAVORO

Emma Bonino e' poi fiduciosa sul contributo “determinante” che l'Unione europea potrà dare nel campo delle politiche del lavoro e, in particolare, sul fronte dell'occupazione femminile. E cita, a titolo esemplificativo, la vicenda dell'equiparazione dell'età pensionabile uomo-donna: “L'Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia europea per il non rispetto di questo principio che - chiarisce la vicepresidente del Senato - vige, o che e' previsto secondo un preciso calendario, nella maggior parte degli altri paesi membri”.

“Da ciò – continua - ne trarrebbe beneficio non solo la condizione femminile nel nostro Paese, facendo uscire la donna dallo schema moglie, madre, nonna, figlia-badante di genitori anziani, insomma di una 'casalinga prestata al lavoro', ma anche il mercato del lavoro nel suo complesso, il reddito delle famiglie e i conti pubblici, gravati da una spesa pensionistica che non ha eguali in Europa”. Inoltre, Bonino è ottimista sull'impulso positivo dell'Ue anche in tema di diritti del lavoro: “L'Europa - osserva - proprio in questo periodo si sta occupando dei congedi di maternità-paternità e dei 'nuovi diritti', cari a noi Radicali, che vedono l'Ue immensamente più avanti di noi e che coinvolgono in prima persona le donne”.

TURCHIA, INGRESSO IN UE FAVORIREBBE DIALOGO CON ISLAM

Infine, un pensiero anche al dibattito sull'ingresso della Turchia nell'Ue e sul rapporto fra culture e religioni. “I radicali - argomenta Bonino - sono favorevoli all'entrata nella Turchia, che peraltro abbiamo accolto da tempo nella Nato e nel Consiglio d'Europa senza che nessuno battesse ciglio, al punto di aver capitanato il fronte che nel 2004 determinò il voto favorevole del Parlamento europeo all'apertura dei negoziati. Consideriamo quindi strategica quest'impostazione - prosegue - che, pur con contraddizioni e ritardi, sta facendo fare alla società turca passi avanti in termini di diritti civili e politici. Questo - conclude - ci aiuterebbe moltissimo anche nei nostri rapporti col mondo islamico, su cui proprio in questi giorni Barack Obama sta cercando di rettificare il tiro dopo le derive del suo predecessore e di qualche suo emulo europeo”.


03/06/2009
 
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