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Pdl, in Europa con difesa delle professioni e tema immigrazione
Impegno e difesa per le professioni regolamentate, politica comunitaria per il problema dell'immigrazione, armonizzazione delle regole dei vari mercati del lavoro e soprattutto, compimento di un disegno istituzionale per le regole di un'Ue a 27 e non piu' a 15. Con queste priorita' i candidati del Pdl, Stefano Zappalà e Mario Mauro guardano a Bruxelles. ''Per le professioni -dice a LABITALIA Zappala', candidato per il Pdl per la circoscrizione Centro, gia' deputato al Parlamento europeo, dove nella legislatura uscente ha ricoperto la carica di presidente dei Deputati europei di Forza Italia- abbiamo messo in vigore nel 2007 una nuova normativa, cui ha seguito il recepimento nazionale, e per il 2012 si attende la verifica''. E parlando di riforma nazionale delle professioni, Zappala' spiega: ''Certo che va fatta''. ''Ne ho parlato anche con il Presidente del consiglio -annuncia- che mi ha promesso il suo impegno per l'autunno prossimo''.
Ma Zappala' (relatore in Parlamento europeo della direttiva comunitaria sul riconoscimento delle professioni, la 36/2005, che porta il suo nome), precisa che la riforma andra' fatta ''guardando il sistema delle professioni nel suo insieme''. ''Una liberalizzazione -ricorda- non si puo' fare , perche' e' liberalizzabile solo quello che e' compreso nella direttiva Bolkenstein, ossia i servizi, ma non le professioni''. Per Zappala', insomma ''e' assurdo liberalizzare le professioni regolamentate, che sono autorizzate dal governo, e come definito dalla Direttiva 36''.
'Determinante'' per la prossima legislatura, prosegue Zappala', ''sara' il tema dell'immigrazione''. ''Su questa materia -avverte l'eurodeputato del Pdl- occorre che la politica diventi comunitaria. Anzi, penso che questa legislatura partira' con l''europeizzazione del tema dell'immigrazione''. Infine, sul possibile ingresso della Turchia in Ue, Zappala' conclude:''Sono sempre stata favorevole: la Turchia e' sempre stata un baluardo verso una parte molto 'calda' del mondo''.
MAURO, POLITICA DI 'DIFESA COMUNE '
Per Mario Mauro, candidato dal premier Berlusconi alla presidenza del Parlamento europeo, invece sono almeno 5 le priorita' da portare in Europa. ''Innanzitutto -dice a LABITALIA Mauro, che e' al terzo posto nella lista dell'Italia Nord Occidentale, dopo Berlusconi e La Russa- occorre portare a compimento il disegno istituzionale e dare fiducia all'Europa a 27. Adesso -spiega Mauro- abbiamo ancora le regole dell'Europa a 15''. Un'altro importante assetto dovra' venire da ''un'esperienza piu' decisa di una politica di difesa comune''. ''L'Europa - ribadisce Mauro - deve parlare con una voce sola sullo scenario della pace e della guerra''. Al terzo punto, Mario Mauro, eurodeputato dal 1999, mette ''una politica europea dell'energia''. ''Non e' possibile -avverte- che tutte le volte che ci sono tensioni la l'Ucraina e la Russia, si metta a repentaglio l'erogazione del gas nelle nostre case''. Sul tema dell'immigrazione, Mauro concorda con Zappala'.
''L'Europa -chiede Mauro, che nel 2007 e' stato rieletto, per la seconda parte del mandato parlamentare, vice presidente del Parlamento europeo- sia un interlocutore per gli approdi di centinaia di migliaia di approdi nel Mediterraneo. L'Italia non puo' essere lasciata da sola, secondo uno dei principi fondanti dell'Ue: cio' che ci unisce e' piu' forte di cio' che ci divide''. Infine, appare fondamentale ''una ristrutturazione delle politiche di bilancio''. ''La scorsa legislatura -ricorda Mauro- le prospettive finanziarie si sono rassegnate a una politica di retroguardia, perche' in fondo in fondo non era chiaro quale fosse la visione comune''. E sul lavoro auspica ''un processo di armonizzazione''. ''Grazie alla legge Biagi -conclude- abbiamo gli strumenti del mercato unico, un orizzonte europeo del mercato del lavoro''.
03/06/2009
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