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Smeriglio (Provincia di Roma), costruire un nuovo modello di welfare

“Costruire un nuovo modello di welfare, ribadendo la centralità del cittadino, guardando alla dimensione europea”. E’ questa l’idea di un nuovo welfare tracciata dall’assessore alle Politiche del lavoro della provincia di Roma, Massimiliano Smeriglio, in occasione dell’incontro ‘La crisi e il reddito di cittadinanza: le politiche attive del lavoro nella provincia di Roma’. “Il nostro territorio - afferma - ha dovuto fronteggiare una crisi dalle dimensioni globali che, per quanto riguarda Roma, ha dovuto fare i conti anche con elementi endogeni come la vicenda Cai Alitalia. A questo si aggiungono i recenti dati Istat che ci raccontano una disoccupazione ‘nuova’ inserita accanto a ben 3 generazioni di precari”.

“In questo contesto - continua Smeriglio - esiste un modello di welfare centrato su due elementi il lavoro e la famiglia, che si dimentica però dei cosiddetti diritti di cittadinanza”. Per l’assessore “molte persone non incontreranno il lavoro o lo incontreranno in modo intermittente”. “Per questo -ricorda - la provincia ha messo in campo diversi strumenti di politica attiva per il lavoro”. Fondamentale è lo strumento del ‘patto di servizio’ che viene stipulato tra i centri per l’impiego e il cittadino.

“I sottoscrittori del patto - ricorda Maria Gabriella Guadalupi, direttore dell’Osservatorio provinciale del mercato del lavoro - confluiranno in un’unica banca dati che ci darà l’esatta misura del bacino di riferimento su cui tarare le misure di politiche attive del lavoro. Cifre alla mano nei primi 4 mesi del 2009 sono stati attivati ben 199.576 rapporti di lavoro, un buon risultato anche se però interessano più volte la stessa persona, come nel caso delle supplenze scolastiche”. C’è poi il progetto ‘Pai’, Piano d’azione personale. “Si tratta - precisa la Guadalupi - di un contratto di tirocinio finanziato dalla provincia che prevede percorsi di orientamento, formazione, e soprattuto, tirocini retribuiti in aziende che, in caso di assunzione, riceveranno ulteriori incentivi”. Per la provincia di Roma è fondamentale la legge sul reddito minimo di cittadinanza che sta per diventare operativa proprio nella regione Lazio.

“La legge - rimarca l’assessore regionale al Lavoro, pari opportunità e politiche giovanili, Alessandra Tibaldi - ha un carattere politico ben preciso che vede la costruzione di un intervento di ‘ristoro’ ovvero di un risarcimento per una generazione scippata della possibilità di avere una stabilizzazione professionale. Per la prima volta, inoltre, viene istituzionalizzato il fatto che gli ammortizzatori sociali siano di appannaggio delle regione. Cerchiamo di fare in modo che la sperimentazione vada bene e che si cominci un nuovo modello generale di welfare”.

Ma nel corso dell’incontro sono state discusse altre esperienze regionali. “Sul territorio - afferma l’assessore al Lavoro e alla Formazione della provincia di Pisa Anna Romei - abbiamo introdotto ‘Ila’, Individual learning account, una carta prepagata di credito formativo, che il possessore può utilizzare per seguire i corsi utili, o necessari, a sfruttare un’occasione di inserimento occupazionale. Una novità introdotta attraverso il sistema dei centri per l'impiego e che sono state lanciate dalla regione Toscana inizialmente solo ad Arezzo, Pistoia, Livorno e Grosseto”.

Per Franco Fogliano, dirigente Politiche formative del lavoro e pubblica istruzione della provincia di Terni “è necessaria un’integrazione tra lavoro e formazione”. “Il consulente che il cittadino trova al centro per l’impiego - rimarca - deve essere competente e conoscere le esigenze del territorio per valutare al meglio l’inserimento professionale richiesto”.

E se i centri per l’impiego territorio percepiscono l’esatta realtà territoriale, per Daniela Cozzi, dirigente dei servizi per l’impiego della provincia di Teramo “attraverso l’Upi (Unione delle province d’Italia) le province devono diventare portavoce delle esigenze dell’utenza a livello nazionale”. “La provincia di Teramo, come tutte le altre province dell’Abruzzo nel corso del 2007 e 2008 - ricorda - ha sperimentato la gestione diretta di varie misure di politica attiva. E vista la possibilità di diminuire ed aumentare i fondi per singola azione, nel rispetto della somma complessiva assegnata, Teramo ha aumentato le risorse per le azioni che hanno raccolto il maggior numero di progetti presentati (tirocini e voucher) o che si è deciso di destinare alle categorie più svantaggiate (borse lavoro)”.

La tavola rotonda ‘Quali strumenti e politiche di welfare per affrontare la crisi’ ha tirato le fila dell’incontro sulle politiche attive del lavoro messe in campo dalla provincia di Roma e da altre province italiane. “Il Paese - sostiene Romano Benini, esperto di politiche attive del lavoro - ha un’emergenza sociale che ci sta facendo mettere in discussione il modello di welfare sociale”.

“Le politiche attive del lavoro - afferma Mauro Boati di Italia Lavoro - non ci sono. Esistono solo degli interventi legati a target o a finanziamenti definiti. Si pone quindi il problema della necessità di una politica permanente. Il passo da fare è quindi quello di ragionare insieme su quali siano le forze che devono intervenire per fronteggiare i fenomeni legati alla crisi economica”.

“Gli interventi a ‘macchia d’olio’ - ribatte Roberto Pettenello, dell’area Formazione e Ricerca della Cgil - devono comunque essere valorizzati perchè il Paese è ricco di esperienze formidabili. Quello che serve è una sinergia tra i diversi operatori coinvolti e un’opera di incentivazione delle pesone a capire che fare formazione serve”.

E proprio dal mondo della formazione arriva la replica di Pietro Lucisano, docente dell’Università La Sapienza di Roma. “Noi - dice - ci siamo rimboccati le maniche a partire dal progetto ‘Plus’ per far incontrare gli studenti con il lavoro, lo sportello ‘Ztl’ per favorire la tutela del lavoro, e molti altri ancora. Nel settore del tirocinio formativo stiamo poi sperimentando un sistema informativo che metta tutti in collegamento, abituando i ragazzi ad avare più fiducia nelle istituzioni”.

Ma la provincia di Roma deve fare i conti con un esercito di 450mila disoccupati. “Questa realtà -ammette Antonio Capitani dirigente del servizio, lavoro e servizi dell’impiego della della provincia - ci ha indotti a procedere per gradi costruendo una rete integrata di servizi per l’impiego. Stiamo sperimentando - ha annunciato Capitani - la prima rete integrata comune-provincia. Abbiamo, inoltre, collegato in rete i centri con le 4 università pubbliche e con i centri formativi realizzando un rapporto di collaborazione proficuo”.


29/05/2009
 
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