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Ilo, in 2009 210-239 mln disoccupati nel mondo

Saliranno fino a un numero compreso tra i 210 e i 239 milioni, nel 2009, i disoccupati nel mondo. Vale a dire un tasso di disoccupazione mondiale che oscillerà tra il 6,5% e il 7,4%. E’ la stima contenuta nell’aggiornamento di maggio del ‘Rapporto sulle tendenze globali dell’occupazione’ dell’Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro), che lancia l’allarme di un ulteriore aumento della disoccupazione, dei lavoratori poveri e dei lavori vulnerabili. Il Rapporto prevede complessivamente, dal 2007, un aumento tra i 39 e i 59 milioni di disoccupati. Non solo. Ben 200 milioni di lavoratori rischiano di finire, tra il 2007 e il 2009, al di sotto della soglia di povertà dei 2 dollari al giorno. E la crisi sta colpendo duramente i giovani: tra il 2008 e il 2009, è previsto un aumento dagli 11 ai 17 milioni di giovani disoccupati. Il tasso di disoccupazione giovanile dovrebbe crescere dal 12% del 2008 al 14-15% del 2009.

L’Ilo sottolinea che, nel 2009, si sono registrati i peggiori risultati mondiali in termini di creazione di occupazione. La forza lavoro globale si sta espandendo con un tasso medio dell’1,6%, che equivale a 45 milioni di nuovi ingressi nel mercato del lavoro ogni anno, mentre la crescita dell’occupazione è scesa dell’1,4% nel 2008 e ci si aspetta un ulteriore calo, che può oscillare dallo 0% all’1 % nel 2009. Dunque, nel periodo 2009-2015, dovranno essere creati circa 300 milioni di nuovi posti di lavoro per poter assorbire la crescita della forza lavoro e mantenere lo stesso tasso di occupazione del 2008.

“Stiamo assistendo a un aumento globale della disoccupazione e del numero dei lavoratori a rischio povertà senza precedenti e questa situazione è preoccupante. Per evitare una recessione globale, abbiamo bisogno di un patto globale dell’occupazione, per affrontare questa crisi e ridurre i suoi effetti sulle persone. Sta a noi scegliere e questo è il momento di agire”. Così il direttore generale dell’Ilo, Juan Somavia, ha commentato i dati del rapporto. Somavia ha avvertito che, sulla base dell'esperienza passata, passano mediamente 4 o 5 anni prima della ripresa del mercato del lavoro e che si rischia un protrarsi della crisi globale del lavoro per diversi anni. “Per questa ragione - ha annunciato - la Conferenza internazionale del lavoro (in programma a Ginevra dal 3 al 19 giugno) prenderà in esame un Patto globale dell’occupazione, con l’obiettivo di porre al centro delle politiche per la ripresa economica la creazione dell’occupazione e la protezione sociale. Lo scopo del Patto - ha spiegato Somavia - è assicurare che le misure straordinarie per stimolare l’economia, combinate a politiche del governo, rispondano il più possibile alle necessità delle persone che hanno bisogno di protezione e di un lavoro, e ciò allo scopo di accelerare la ripresa economica e occupazionale”.

Se si considerano i dati regionali, nelle economie sviluppate e nell’Unione europea si prevede quest’anno una contrazione dell’occupazione totale tra l’1,3% e il 2,7%. In quest’area, che rappresenta solo il 16% della forza lavoro mondiale, ci si aspetta un aumento della disoccupazione pari al 35-40% della crescita globale della disoccupazione. Nell’Europa centrale e meridionale (Paesi non Ue) e nella Comunità di Stati indipendenti (Csi), il numero dei disoccupati potrebbe aumentare del 35% nel 2009. Si prevede una contrazione del totale dell’occupazione tra l’1 e il 2,8%.

Nell’Asia dell’est, si stima che 276 milioni di persone, pari a oltre un terzo del totale degli occupati, vivevano all’inizio della crisi con meno di 2 dollari al giorno e che il numero di persone con un lavoro vulnerabile rappresenta 12 volte quello dei disoccupati. Nel Sud est asiatico e nel Pacifico, si prevede un aumento contenuto della disoccupazione, benché i lavoratori e le aziende legati all’esportazione saranno quelli maggiormente colpiti. Nell’Asia del sud, i disoccupati rappresentano circa il 5% della forza lavoro. Tuttavia, i lavoratori vulnerabili sono 15 volte altrettanti e quelli che vivono con meno di 2 dollari al giorno dovrebbero aumentare di 58 milioni tra il 2007 e il 2009. In America Latina, il tasso di disoccupazione dovrebbe passare dal 7,1% del 2007 all’8,4-9,2% nel 2009.

Rispetto al 2007, in Medio Oriente, l’Ilo prevede un aumento della disoccupazione pari al 25%, mentre nel Nord Africa l’aumento dovrebbe essere del 13%. Ci si aspetta un aumento del lavoro vulnerabile in ambedue le regioni: circa 1 lavoratore su 3, in queste due regioni, svolge un lavoro vulnerabile: questo rapporto potrebbe aumentare di 4 a 10. Nell’Africa sub-Sahariana, si stima che il 73% dei lavoratori svolge un lavoro vulnerabile, e questa percentuale potrebbe superare entro l’anno il 77%. La crisi rappresenta una seria minaccia per gli investimenti e i beni capitali, importantissimi per uno sviluppo costante della regione.


28/05/2009
 
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