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Morese (Confservizi): “Il nostro settore continua a fare investimenti”
Il mercato dei servizi, in Italia, pare proprio che non abbia risentito della crisi economica. Parola di Raffaele Morese, presidente di Confservizi, l’organizzazione che rappresenta, promuove e tutela le aziende e gli enti che gestiscono i servizi pubblici locali. “Siamo uno dei pochi comparti - spiega a LABITALIA - che hanno la capacità di essere anticiclici. Il nostro settore continua, infatti, a fare investimenti e a mantenere un ritmo buono di innovazione. Con politiche adeguate, penso che possa essere ‘usato’ anche per accrescere l’occupazione”.
Nei servizi pubblici locali, comunque, si va affermando un orientamento volto a non privilegiare alcun assetto istituzionale o proprietario, ma a scegliere la forma e il soggetto gestore, caso per caso, in base alla garanzia per i bisogni dei cittadini, alla convenienza economico-finanziaria, all'efficienza, alla tutela della qualità del servizio.
“Basta immaginare -precisa Morese- che per un secolo i servizi dei rifiuti, luce, gas, acqua e trasporto pubblico locale, ma anche farmacie e attivita' culturali, sono stati gestiti direttamente dalle amministrazioni pubbliche, che negli ultimi 15 anni si sono trasformate in spa, rispondendo così a criteri piu' di mercato”. “Questo - osserva - ha comportato che l’esigenza di un buon equilibrio tra l’economicità e la socialità venga ricercata costantemente. Quindi, maggiore attenzione ai problemi di efficienza e ai destinatari dei servizi che noi forniamo. E in questi anni - assicura - abbiamo dimostrato che questo è possibile”.
“Per Confservizi - continua il presidente Morese - è importante la creazione di un mercato regolato in cui enti locali, imprese e cittadini possano essere in grado di esprimere e affermare le proprie istanze. Nessun automobilista può calcolare bene dove andare se gli cambiano continuamente i criteri della circolazione, e così vale per le imprese dei servizi pubblici locali. Se il Parlamento ricambia ogni anno le regole - rimarca - è chiaro che si lavora male. Di conseguenza, regolare questo mercato fino a spingerlo a renderlo concorrenziale, ma con regole che ‘reggano’ nel tempo, è una delle condizioni fondamentali per fare bene le proprie attività”.
Riferendosi poi al ‘Libro Bianco sul futuro del modello sociale-La vita buona nella società attiva’, Morese sostiene che si tratta di “un buon esercizio di ricapitolazione della problematica che riguarda il lavoro nel nostro Paese e anche con indicazioni interessanti su cui si può lavorare”. “Il vero problema - sottolinea - non è che ogni anno ‘si tira fuori’ un Libro bianco, ma cosa si fa nel concreto. Perchè - ricorda - si possono scrivere delle belle cose, che poi però rimangono in una situazione di incertezza”.
“E, quando si dice ‘per ora non si toccano le pensioni’, vale più quel ‘per ora’ - conclude - che l’annuncio che non c’è riforma su questi capitoli. Quindi, è bene avere un prontuario delle questioni che devono essere affrontate, ma poi bisogna vedere quali sono quelle che effettivamente devono essere praticate”.
18/05/2009
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