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Con ‘Talenti di cura’ valorizzare competenze badanti
Avviare un primo confronto tra l’esperienza francese, quella italiana e quella bulgara sui percorsi di valorizzazione della professionalità nel lavoro di cura. Questo l’obiettivo del seminario di apertura del progetto ‘Talenti di cura’, che si è svolto presso la sede di Italia Lavoro (agenzia tecnica per le politiche attive dell’occupazione del ministero del Lavoro e della Previdenza sociale) di Bologna. Il progetto, di cui è capofila il ‘Consorzio Anziani e non solo’, ha come partner italiano ‘Enpaf Emilia Romagna’ (ente di formazione), francese ‘Interfor-Sia’ (ente di formazione francese) e bulgaro ‘Balkanplan’ (agenzia di consulenza in ambito lavoristico e formativo). L’iniziativa, finanziata dall’Unione europea nell’ambito del ‘Programma di apprendimento permanente - Progetti multilaterali di trasferimento dell’innovazione’ Leonardo da Vinci, punta valorizzare le competenze acquisite sul lavoro da parte delle assistenti familiari al fine di supportarne la qualificazione e incrementarne le possibilità di mobilità professionale.
“La certificazione delle competenze nel settore dell’assistenza familiare a domicilio - dice a LABITALIA Federico Boccaletti, presidente del ‘Consorzio Anziani e non solo’ - diventa essenziale in un contesto nel quale il lavoro privato di cura (badantato) è la modalità centrale per numero e incidenza nell’assistenza degli anziani fragili e la domanda cresce esponenzialmente con una richiesta di qualità che si esprime attraverso la richiesta di maggiori competenze di cura. Il settore - osserva Boccaletti - è spesso caratterizzato da un lavoro non dichiarato, sommerso o grigio, da manodopera immigrata e con sacche di occupazione clandestina, visto spesso come il prolungamento della cura familiare femminile, non socialmente visibile e riconosciuto”.
PARTIRE DA ESPERIENZA FRANCESE E ADATTARLA A CONTESTO ITALIANO
Secondo Federico Boccaletti, “in Italia manca un dispositivo nazionale con procedure, format e attori della certificazione delle esperienze”. “Per questo - sostiene - bisogna partire dall’esperienza francese per rileggerla e adattarla nel nostro contesto, per poi sperimentarla e diffonderla. Questo è lo scopo del progetto ‘Talenti di cura’, coordinato dal ‘Consorzio Anziani e non solo’ che da anni si occupa di innovazione sociale e tecnologica per gli anziani. Un progetto - rimarca - che può consentire alle persone di essere riconosciute nel loro ruolo, alle famiglie di ottenere migliore affidabilità nella scelta dell’assistente giusta, al sistema professionale di costruire percorsi di sviluppo che possano incontrarsi con progetti migratori a lungo termine, con benefici anche per l’economia e la qualità sociale del Paese”. “Il saper fare operativo di ‘Anziani e non solo’ - ha aggiunto Jean Francois Bouffaut, direttore aggiunto di Interfor Sia-Amiens - è la garanzia che, nella costruzione e sperimentazione del modello in Italia, si tenga correttamente conto sia delle eventuali carenze nei saperi fondamentali sia della costituzione di un portafoglio di prove di pratica professionale. Ciò consentirà di assicurare nello stesso tempo il più grande rispetto sia dei bisogni delle persone assistite che delle badanti non ancora qualificate”.
14/04/2008
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