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Da ‘Rei’ reinserimenti professionali per 360 immigrati

Favorire il regolare reinserimento nel mondo del lavoro per 360 cittadini stranieri disoccupati. Questo è l’obiettivo primario di ‘Rei’, il progetto di Italia Lavoro finanziato dal ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale nell’ambito del Programma ‘Pari’ (Programma d’azione per il reimpiego di lavoratori svantaggiati). Inaugurato nel febbraio dello scorso anno, ‘Rei’ è presente in 6 province italiane (Padova, Vicenza, Bergamo, Brescia, Caserta e Salerno), dove è operativo con azioni orientate sia sul fronte dell’offerta sia sul fronte della domanda. Per realizzare il suo obiettivo, il progetto ha previsto l’erogazione di un incentivo all’assunzione (pari a 5.000 euro per 210 assunzioni a tempo indeterminato e a 1.500 euro per 150 assunzioni a tempo determinato di almeno 12 mesi) destinato alle aziende locali interessate a impiegare lavoratori stranieri.

Esperienze particolarmente significative, quelle di Bergamo, Padova e Salerno, dove, dopo la pubblicazione dell’avviso pubblico per gli incentivi, sono state presentate, da parte delle aziende, domande per più di 400 figure professionali, di cui 214 nella sola Salerno. Di queste, circa 60 si sono già trasformate in formali contratti di assunzione: un numero in costante aggiornamento, visto che l’attività di verifica, da parte di ‘Rei’, delle richieste di assunzione, è in continuo avanzamento.

PREVITALI (BERGAMO), SERVIZIO AFFIANCATO DA MEDIATORI CULTURALI

“Per il buon esito del progetto ‘Rei’ - spiega a LABITALIA Maria Zita Previtali, responsabile dello sportello Informalavoro della provincia di Bergamo - abbiamo lavorato in sinergia con gli operatori dei centri per l’impiego e con quelli di Italia Lavoro. Dopo un’intensa attività di marketing aziendale fatto su tutto il territorio, ben 22 imprese hanno aderito al progetto per un totale di circa 95 posizioni professionali, rispetto alle 60 messe a disposizione dal bando. Saldatori, carpentieri, tubisti e muratori - ricorda Previtali - le figure professionali maggiormente richieste. I colloqui sono stati fatti tutti in lingua italiana, anche se il servizio è stato affiancato dai mediatori culturali. Al di là degli incentivi, attraverso la sperimentazione è stato realizzato un sistema di incrocio tra domanda e offerta di lavoro che rappresenta una novità legata alle politiche attive del lavoro per gli immigrati”.

SARCONA (PADOVA), AMPIA RISPOSTA DA PARTE DELLE AZIENDE LOCALI

Per Claudio Sarcona, dirigente del settore Lavoro della provincia di Padova, “il giudizio sul progetto ‘Rei’ non può che essere positivo”. “La provincia - dice a LABITALIA - ha registrato un’ampia risposta da parte delle imprese del territorio che hanno dato la loro disponibilità ad assumere personale extracomunitario. Basti pensare che, delle 35 disponibilità previste dal mondo imprenditoriale, sono arrivate 80 richieste. Da non dimenticare - afferma Sarcona - il lavoro svolto dai centri per l’impiego e l’utilità degli incontri organizzati per coinvolgere tutte le associazioni datoriali e categoriali. Ancora non abbiamo i dati definitivi, ma con certezza possiamo affermare che il progetto offre una grande opportunità lavorativa per gli immigrati”.

CARIELLO (SALERNO), RISULTATO INASPETTATO GRAZIE A CAPACITA’ OPERATORI

“Temevamo di non avere una grande risposta da parte delle aziende - afferma a LABITALIA Massimo Cariello, assessore al Lavoro e alle politiche giovanili della provincia di Salerno - specie riguardo gli immigrati stagionali. Però, grazie agli operatori dei centri per l’impiego e di quelli di Italia Lavoro, siamo riusciti a coinvolgere tutte le istituzioni interessate, organizzando una rete importante e concreta per l’inserimento professionale degli immigrati. Gli operatori - continua l’assessore Cariello - hanno dimostrato una grande capacità di rapportarsi con le aziende e con i lavoratori raggiungendo il risultato, oserei dire inaspettato, di oltre 210 adesioni aziendali su un totale di 60 borse. Mi auguro che il ministero del Lavoro premi le ulteriori esigenze del territorio”.

FEDERICO (ITALIA LAVORO), IMPORTANTI I TAVOLI DI COORDINAMENTO LOCALI

“Il bilancio del progetto, a più di un anno di attività, è nettamente positivo”, dichiara la responsabile del progetto ‘Rei’, Federica Federico. “Abbiamo contribuito in tutti i territori dove siamo operativi - spiega - a consolidare i servizi pubblici per l’impiego rivolti direttamente alla popolazione immigrata, a crearli ex novo laddove non presenti, a migliorare il coordinamento tra istituzioni differenti in materia di politiche migratorie. Importanti i tavoli di coordinamento dove siedono e collaborano tutte le istituzioni locali. Abbiamo puntato - continua Federico - alla fidelizzazione delle aziende ai centri per l’impiego per l’incrocio domanda-offerta di manodopera immigrata, puntando sull’inserimento anche di immigrati con skills professionali più elevati rispetto a quanto accade solitamente nel mercato del lavoro: operai altamente qualificati, impiegati, geometri. Le azioni operative si sono servite anche di metodologie e strumenti (corsi di formazione, guide, vademecum e opuscoli) specifici che hanno guidato passo passo gli operatori nello svolgimento del loro lavoro”.

IRANO (ITALIA LAVORO), BUONA PRASSI DA POTENZIARE

“Anche il progetto ‘Rei’ dimostra che la collaborazione interistituzionale tra ministero del Lavoro e della Previdenza sociale, le regioni e le province e tra Italia Lavoro e i centri per l'impiego facilita la ricollocazione dei lavoratori più deboli del mercato”. Lo afferma il responsabile nazionale del programma ‘Pari’, Angelo Irano. “L'esperienza di ‘Rei’ rappresenta una buona prassi - spiega - che occorre potenziare nelle realtà in cui è operativo il progetto e da esportare in quelle province italiane in cui vi è un'alta incidenza di lavoratori immigrati che hanno perso il lavoro e che rischiano il rimpatrio e in cui il progetto ‘Rei’ non è ancora operativo. Gli immigrati sono una risorsa per il nostro paese e in quanto tali - sottolinea Irano - vanno supportati e incentivati a rientrare nei processi produttivi attraverso un mix di politiche di orientamento e di agevolazioni all'assunzione”.

INTENSA ATTIVITA’ DI MARKETING TERRITORIALE DEL PROGETTO

I risultati fino ad oggi raggiunti testimoniano l’efficacia del modello di servizio messo a punto da ‘Rei’: gli 8 sportelli di accoglienza e orientamento al lavoro per gli immigrati che sono stati aperti nelle province del progetto hanno realizzato 436 contatti e 316 colloqui con immigrati che sono entrati a far parte del bacino di progetto. L’intensa attività di marketing nelle aziende ha portato a 670 aziende contattate e 158 visitate; sono state coinvolte più di 168 associazioni di immigrati, 80 associazioni datoriali, 25 associazioni di consulenti del lavoro e 35 associazioni sindacali. I 3 corsi di formazione hanno formato 74 operatori in materia di immigrazione.


27/04/2007
 
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